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Prima di seminare il grano è necessario arare il terreno in profondità durante l’estate, cosicché le zolle prendano il sole: “Il sole è il miglior concime e non costa nulla” dicevano i contadini!

In ottobre, un tempo, il contadino doveva provvedere a frantumare il terreno: usava un rastrello di ferro detto quarantadenti o erpice, che veniva trainato dagli animali.  

Poi procedeva con la semina: spargeva molto seme nelle terre povere e meno nelle terre ricche. 
Alla fine dell’Ottocento la semina si faceva ancora a mano; in Toscana solo dopo la prima guerra mondiale si sono diffuse le seminatrici.
A febbraio, o a marzo il contadino seminava sui campi di grano erba medica o trifoglio perché si sviluppasse il prato subito dopo la mietitura; provvedeva inoltre alla sarchiatura, ricoprendo poi i nuovi semi. 

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