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La rotazione agraria |
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Coltivare
lo stesso tipo di pianta nello stesso campo finisce per impoverire il terreno e
dunque i raccolti diventano col tempo sempre più poveri.
In
particolare, il frumento, l’orzo, l’avena, la segale, tendono a fruttare al
massimo il terreno perché ne assorbono i principali elementi nutritivi
Alcune piante invece hanno la capacità di migliorare ed arricchire il terreno:
sono le leguminose da foraggio,
trifoglio, erba
medica, lupinella.
![]() Erba medica |
![]() Trifoglio |
![]() Lupino |
| Per questo
motivo
è dunque stata introdotta la pratica della rotazione delle colture. In Toscana, nei secoli passati veniva adottato il sistema di rotazione biennale che, nei primi del novecento, fu sostituito dal sistema triennale: un terzo del terreno si coltivava a granoturco, un altro terzo veniva fatto riposare a maggese, l’ultimo era coltivato a grano, prati di erba medica, trifoglio e colture di rinnovo, come le fave seminate in terreni lavorati in profondità. Il frumento veniva coltivato almeno ogni due anni sullo stesso terreno. Col passare del tempo sono state introdotte e applicate rotazioni basate su un numero di anni sempre maggiore: circa sessanta anni fa si arrivò alla rotazione quadriennale ed in seguito, a rotazioni di più lunghi periodi. |
![]() Fave |
Recentemente però, queste sane consuetudini sono state trascurate per la necessità di produrre sempre di più e a tutti i costi, di conseguenza sono stati impiegati insetticidi e pesticidi, che però sono molto rischiosi per la nostra salute.
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