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La preparazione del pane

 

Un tempo per i contadini, avere la carne sulla propria tavola era un lusso, cosa che non potevano permettersi tutti i giorni, mentre i cibi molto frequenti erano il pane, il vino e i legumi.
Le farine non erano raffinate come oggi, si mangiava pane scuro, ricco di crusca, ma sano.
Il primo tipo  di pane, che conoscevano anche i preistorici, è stata la focaccia o galletta: impastata con acqua e cereali macinati, era cotta su pietre o ceneri roventi.

La macinatura a mano, molto frequente in Toscana sull’Appennino (Garfagnana e Mugello), avveniva fra due ruote di pietra.
Il mulino per cereali qui illustrato è composto da una sorta di imbuto in legno, attraverso il quale le granaglie venivano riversate sulla macina in pietra disposta orizzontalmente, il cui movimento rotatorio, azionato da un albero in legno, determinava la frantumazione dei semi.
Nelle famiglie contadine che possedevano un forno, la preparazione del proprio pane era un’operazione abituale, anche se svolta una volta alla settimana. 

Per le famiglie numerose, formate da 10 o più persone, occorreva cuocere 25 pani, di forma rotonda e dal peso di 2 kg ciascuno, utilizzando un sacco di farina di grano. La legna necessaria per scaldare il forno veniva preparata il giorno precedente, e dato che l’acqua in casa non c’era, bisognava attingerla al pozzo o alla fonte più vicina.

La sera si metteva il lievito in una pentola con l’acqua tiepida, a cui dopo, nella madia, si aggiungeva farina, impastando bene il tutto, poi si innevava con farina e, col dito, si segnava una croce sull'impasto.

Nella stagione fredda si sistemava uno scaldino in un lato della madia, perchè aiutava l’impasto a lievitare durante la notte.

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