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Nei poderi di media estensione, ogni contadino mieteva con l’aiuto dei familiari. Per mietere nei poderi più vasti era necessario assumere del personale a cui si offriva, oltre un compenso a giornata, da mangiare e da bere.

Nei primi anni del Novecento la mietitura si faceva con delle piccole falci con la lama a denti: si teneva un mannello  con la mano sinistra e con la destra si falciava. Per legare i mannelli in covoni si usavano dei fili di paglia intrecciati.

Gli uomini si recavano nei campi verso le quattro di mattina e continuavano a lavorare fino alle otto, quando facevano una breve pausa per consumare la colazione che una massaia portava loro in una zuppiera avvolta in un tovagliolo bianco: pane intinto e panzanella. 

Al tocco tutti si riunivano presso la casa colonica per il pranzo che di solito consisteva in minestra, insalata e pane.
Dopo pranzo le donne rigovernavano e davano da mangiare agli animali da cortile, mentre gli uomini facevano un riposino.
Alle tre del pomeriggio tornavano ancora nei campi e continuavano a lavorare fino alle otto di sera.

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