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Il lavoro era ciclico e ripetitivo, non permetteva al contadino di allontanarsi dalla terra. Nemmeno per qualche giorno il contadino si poteva allontanare da casa, anche perché gli animali allevati avevano bisogno di cure costanti.
Le condizioni del tempo erano importantissime perché il lavoro di un’annata poteva andare perduto in pochi minuti. Bastava una gelata, una grandinata oppure un periodo di siccità e tutto andava perduto.

Gennaio

Il tempo non permetteva il lavoro nei campi, il contadino si dedicava a riparare gli attrezzi, preparava i nuovi pali di sostegno per le viti e controllava il bestiame. Cambiava anche il contenitore del vino.

Febbraio

Il contadino potava le piante.  

Le immagini sono paticolari della facciata della cattedrale di S.Martino a Lucca. Il ciclo scultoreo fu realizzato nel corso del XIII secolo

Marzo

Seminava le nuove piante: piselli, grano, orzo, frumento ecc...

Aprile

Strappava le erbacce, piantava trifogli e il 30, festa di S. Caterina, portava gli animali al pascolo in montagna.  

Maggio

Le erbe alte dovevano essere falciate, le viti fiorivano e il contadino sostituiva le assi che le sostenevano; infine tagliava le erbacce.

Giugno

Si  mietevano il grano ed i trifogli per farne foraggio ed alimentare il bestiame nei mesi invernali.  Si diceva infatti: “a giugno la falce in pugno“. 
I covoni venivano portati nell’aia in attesa della battitura. Nell’orto si seminavano i cavoli.
Il contadino procedeva anche alla ramatura e ad una prima zolfatara delle viti.  

Luglio

Si provvedeva alla battitura e alla trebbiatura del grano. Si raccoglieva frutta. Si seminavano nuovi foraggi e rape per l’inverno. Il granturco doveva essere sarchiato. Nei campi si tritavano le zolle per le semine autunnali.

Agosto

Il contadino raccoglieva le patate. Le stoppie nei campi venivano bruciate per farne concime al terreno.

Settembre

Il contadino riordinava e puliva tini, bigonce e botti. Si raccoglievano fichi e poi si seccavano sui graticci di vimini. Si coglievano mele e pere che venivano conservate sulle stuoie. Il contadino piantava cipolle e spinaci.

Ottobre

Ci si dedicava alla vendemmia: si tagliavano i grappoli, si raccoglievano nei panieri che poi vengono rovesciati nelle bigonce e queste nei tini.

Novembre

Nei campi il contadino spargeva il seme del grano.

Dicembre

Si brucavano le olive. Le giornate brevi ed il gelo rendevano impossibile il lavoro nei campi. Il contadino si dedicava allora all’uccisione del maiale ed alla lavorazione delle sue carni.

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