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Il granaio |
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Si
trovava di solito nella parte più alta della casa colonica, al secondo
piano, sottotetto e serviva per conservare cereali di ogni tipo. Doveva
avere caratteristiche precise: doveva essere areato e possibilmente
esposto al vento di tramontana, perché non si riscaldasse troppo e non
si generassero pagliole ed insetti. Il pavimento doveva essere asciutto,
liscio e uniforme per evitare che si annidassero insetti e per questo
era sempre collocato lontano dalle stalle. |
Le balle di grano, dopo la battitura, venivano portate nel granaio e rovesciate in mucchi vicini, lontane dalle finestre.
Con un grosso vaglio, appeso ad
un treppiede si passavano i chicchi in modo da ripulirli da tutte le impurità
rimaste. Era un’operazione molto lunga.
Il grano veniva poi
allargato con una pala di legno perché i chicchi si asciugassero completamente,
quindi veniva medicato con solfuro di ammonio (zorfuro) per combattere gli
insetti dannosi. Per quindici giorni doveva rimanere coperto con coperte di lana
e al buio. Nessuno poteva entrare nel granaio.
Poi si riaprivano porte e finestre e, di volta in volta, al bisogno, si riempivano le balle da portare al mulino per macinarlo.
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