INDICE ESCI GLOSSARIO << INDIETRO AVANTI >>

L'olivo è una pianta longeva, può vivere anche per molti secoli, ma teme il freddo, infatti non resiste a temperature inferiori ai 12 gradi sotto zero.
Cresce bene nei terreni sassosi, specialmente nell’alberese.
La moltiplicazione dell’olivo avviene per seme, per ovolo o per talea.  

Oggi gli olivi vengono piantati in maniera regolare, ma negli uliveti di antica costituzione la collocazione delle piante era irregolare: la zona veniva infatti scelta per favorire il migliore sviluppo della pianta.  

Solo dopo quattro o cinque anni la pianta comincia a dare qualche frutto: il periodo di sviluppo va dai trenta ai quaranta anni. Ogni anno deve essere potato, concimato e curato.  

Nel mese di marzo si procede alla potatura ed alla ripulitura delle piante: si segano i rami secchi, quelli troppo alti e quelli ciechi.

Un tempo i rami venivano legati in fastelli, trasportati col carro o con la treggia, accatastati in una parte dell’aia e quindi, usati come legna da ardere.

Il lavoro di potatura si svolgeva nel periodo pasquale. Le donne, a veglia, erano solite preparavano le palme d’olivo che poi venivano benedette e tenute in cucina sul tabernacolo della Madonna: sceglievano le ciocche più belle, le intrecciavano e le decoravano con coccarde di carta colorata; prima di appenderle, le portavano in chiesa perché fossero benedette.

Durante la fioritura nel mese di maggio si procede alla solfatura: le foglie degli olivi vengono irrorate con il solfato di rame che le protegge dalla fumaggine  o da altre malattie. Una bombola di ramato serve al massimo per tre o quattro piante.  

INDICE ESCI GLOSSARIO << INDIETRO AVANTI >>