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Festa a Loppiano
Esperienze insieme
Incontro con Graziano ed Elda

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Un pomeriggio diverso
Tutti parlavano di loro come di ragazzi stupendi. Ed io ci credevo. Non
avevo mai fatto esperienza con loro, e non vedevo l’ora. Mi sono divertito
tanto!
Giovedì pomeriggio abbiamo lavorato con i disabili, o meglio, con i
diversamente abili.
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Quel pomeriggio, che aspettavamo da tempo è arrivato, ed è stato un
gioco bellissimo. Nella palestra ci siamo incontrati, noi ragazzi di
tutte le seconde classi della scuola Papini, e i ragazzi dell’Aquilone;
ci siamo disposti in tre grandi cerchi. Sin dall’inizio ho fatto
amicizia con Patrizia, e, subito, ho capito che lei e gli altri
erano persone simpatiche perché sanno giocare ed hanno sempre
voglia di scherzare.
La prima domanda che mi è passata per la testa è stata: perché
alcune persone non gli danno importanza e non capiscono che i
disabili sono persone stupende?
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Con i ragazzi dell’Aquilone, guidati da Graziano, abbiamo iniziato, in
cerchio, a fare le diverse attività.
Il primo cerchio lavorava su pannelli, stile Arciboldo, molto particolari. I
ragazzi realizzavano maschere con fagioli, lenticchie ed altre verdure e
spezie. Erano molto belli!
Il gruppo centrale, invece, creava pannelli di zucchero colorato: lo
dovevano incollare a loro piacere su un cartoncino nero. I ragazzi
dell'Aquilone partecipavano, come noi, scherzando e giocando. Non credevo che fossero
capaci di farlo, pensavo che non ci riuscissero, ma mi sbagliavo, e di
grosso!
Il terzo gruppo, dove ero io, ha fatto una ragnatela, che metteva in
comunicazione tutti i ragazzi che la realizzavano. Consisteva in un
intreccio di nastri, e noi, di fronte a due a due, dovevamo ognuno tenere il
nostro nastro. Se questo era alto e ben teso significava che i due avevano
un’intesa. Alla fine quando i nastri erano tutti intrecciati, fino a
formare un tappeto, abbiamo cominciato a riavvolgere i nastri, fino a
formare una grande palla.
Lavorando con i ragazzi dell’Aquilone mi sono divertito molto, ho
imparato ad apprezzarli per come sono, e non per quello che sembrano essere. Con loro ho vissuto un pomeriggio diverso, ma molto speciale. Con
loro ho imparato cose nuove e molto importanti: sono sicuro che quel
pomeriggio rimarrà nel mio cuore e me lo ricorderò per sempre. Graziano, e
tutti i suoi collaboratori sono davvero persone speciali, perché aiutano le
persone disabili. Lo ammetto, ci vuole pazienza, e a volte bisogna essere
severi quando occorre, ma per nessun motivo bisogna disprezzarli, anzi la
loro disabilità è una ragione in più per collaborare con loro. Come noi
hanno diritti e doveri. E vanno rispettati. Non dobbiamo infrangere i loro
diritti, loro sono persone come noi, e mai noi ci dobbiamo sentire
superiori. No!
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Quell’esperienza, non vedevo l’ora che arrivasse, ma forse all’inizio
non gli avevo dato molta importanza, mentre ora, capisco bene che i
diversabili sono persone come noi, ed in qualsiasi maniera, come uno vuole e
sa, deve imparare ad amarle. Se noi fossimo come loro ci dispiacerebbe se
nessuno ci aiutasse. |

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Io voglio imparare ad amarli, ed a contribuire perché
tutto il mondo capisca che loro, in ogni angolo della terra esistono e sono
sempre pronti ad aiutare chiunque.
Di una cosa sono certo: loro non ti tradiranno mai.
Sacha
Tellini
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