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Festa a Loppiano
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Festa a Loppiano

Esperienze insieme

Incontro con Graziano ed Elda

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In festa per riflettere sulla disabilità

Noi alunni di tutte le classi della scuola media di Rignano sull’Arno, il 25 Novembre nel Salone San Benedetto di Loppiano, ci siamo incontrati con tutti gli alunni delle scuole di Incisa, Figline, Matassino e di Reggello.
Nella spaziosa platea erano seduti più di ottocento ragazzi, mentre altri erano sul palco e attendevano ansiosamente che venisse il loro momento per intervenire.
Sul palco erano seduti anche gli ospiti tra cui il Presidente del consiglio della Regione Toscana: il signor Nencini. Inoltre c’erano anche alcuni esponenti delle associazioni del territorio che operano in favore dei disabili.
Il preside ha salutato e ringraziato di essere venuti a quella particolare manifestazione, ci ha ricordato il significato di quella festa: la Toscana è stata il primo Stato ad abrogare la pena di morte. Quest’anno in particolare la festa è stata dedicata ai disabili.
Prima di presentare gli alunni delle varie scuole inoltre il Preside ha letto una poesia molto significativa tratta dal “Diario di Alice”, poi ha cominciato a presentare gli alunni delle diverse scuole che si sono alternati per presentare i diversi lavori.
Molti sono stati interessanti!
Un gruppo di ragazzi ha letto una lettera scritta a un loro amico e compagno di classe disabile, dove ricordavano che a loro non importava se lui stava su una sedia a rotelle e a volte non poteva giocare con loro a nascondino o a chiappino, perché, comunque con lui potevano sempre ridere, parlare e scherzare. Questo secondo me è un pensiero molto profondo perché spiega che, anche se i ragazzi disabili sono impediti in alcune cose, in altre sono migliori di tanti altri, come ad esempio, nel modo di vedere la vita e per il fatto che sono sempre felici.

Altre classi invece hanno letto altre poesie dal diario di Alice, spiegato riflessioni sulla disabilità o presentato cartelloni sull’argomento.
Il Presidente Nencini è poi intervenuto. Tanto per cominciare ci ha detto che l’ultima vittima della pena di morte è stato un boia senese, ucciso perché si era rifiutato di giustiziare una persona, poco prima che Leopoldo di Lorena abolisse la pena di morte. 
Poi ci ha chiesto cos’era per noi la libertà: un ragazzo ha risposto che la libertà era fare tutto quello che si vuole, ma il Presidente gli ha risposto con un fermo “no”!. Un altro ragazzo ha corretto dicendo che la libertà è fare tutto quello che si vuole rispettando gli altri.
Infine il Presidente ha corretto un errore che è stato ricorrente nei nostri lavori quello di usare il “noi” e il “voi”: in realtà non esiste un “noi” e un “voi” perché tutti siamo uguali, tutti ragazzi non separati in due categorie
.

Hanno infine parlato alcuni responsabili delle associazioni che aiutano i disabili (tra cui Roberto, lo psicologo dell’associazione A.se.ba.) e il babbo di un ragazzo disabile che ci ha spiegato che per lui suo figlio è una felicità in più.
Quest’esperienza è stata molto interessante e io ho capito che i disabili non sono diversi da noi, infatti la parola “disabili” si potrebbe tradurre anche in “diversamente abili”: hanno solo capacità diverse dalle nostre.

Andrea Bertini  

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