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Nel segno del giallo

È mezzanotte. Tutti in  casa dormono. Squilla il telefono...

Tanto tempo fa a Londra viveva una famiglia molto ricca composta da madre, padre, una figlia di 14 anni chiamata Lorenza e un’altra figlia di cinque anni chiamata Anna.
Lorenza era una figlia egoista e viziata e la madre l’adorava molto più di quanto adorasse Anna. Anna invece era una bambina che faceva tutto per gli altri ed era adorata dal padre che aveva lo stesso suo carattere.
La casa era a tre piani ed era composta da un’enorme camera matrimoniale, tre bagni, tre camerine, una cucina e un salotto.
Una notte d’inverno, mentre pioveva a dirotto, suonò il telefono. La madre andò a rispondere, ma, incredibile, venne risucchiata.
Tutta la famiglia si disperò e iniziarono a ricercarla.
La notte successiva risuonò il telefono ma il padre non volle rispondere e lo lasciò squillare. Dopo un po’ di squilli il telefono smise di suonare ma a quel punto bussarono alla porta. Il padre molto impaurito disse alle sue figlie:
“ C’è qualcuno di voi che ha il coraggio di aprire?”.
Quella più piccola rispose:
“ Io”.
E si incamminò verso la porta.
Appena arrivò ad aprire vide la madre ma, di nuovo, un evento privo di credibilità: questa volta Anna scomparve.
La madre molto stanca andò a dormire.
La mattina la madre disse:
“ Io so dove è Anna, è in un cimitero dove vivono degli scheletri che camminano e parlano ma fanno tanta paura!”.
Il babbo disse:
“ Ma come facciamo a salvarla?”.
“Semplice” rispose la madre.
“ Basta che quando suona il telefono non rispondiate, quando bussano alla porta non apriate, ma quando urlano noi tutti urliamo. Ok?”.
Si fece notte. Iniziò a squillare il telefono, ma nessuno rispose. Allora bussarono alla porta, ma nessuno aprì. Poi si sentì urlare e tutta la famiglia urlò.
Dopo dieci minuti la bambina tornò ma scomparve il telefono.
La famiglia non aveva capito il perchè del mistero e il perchè dell’urlo ma non le interessava. L’importante era essere tutti sani e salvi.

Clara, Veronica Chiara.......classe 2°A

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