| |
|
|
Oh cielo! Sono alto solo dieci centimetri…
Un giorno, tornando a casa da scuola, la mamma mi disse che doveva uscire
a far compere e che sarei rimasto a casa da solo. La giornata mi aveva
stancato perciò mi misi sul divano e mi addormentai. Al mio risveglio non
era ancora tornato nessuno. Mi sentivo strano.
 |
Stavo per
mettere un piede per terra quando mi accorsi di essere altissimo, o
per meglio dire lo era il divano. Io infatti ero bassissimo ed
esclamai: - Oh cielo sono alto dieci centimetri!-
In qualche modo dovevo scendere dal divano. Se mi fossi buttato di
sotto mi sarei sfracellato al suolo, perciò scesi adagio,
aggrappandomi al copridivano.
|
Camminai in quella casa
gigantesca non sapendo dove andare. Trovai la porta del giardino aperta e
uscii per prendere una boccata d’aria. Ero stanchissimo: mi sembrava di
aver percorso dieci chilometri, mentre avevo fatto solo pochi metri e
improvvisamente mi sentii ancora più leggero di quello che ero e mi sembrò
di volare.
|
Quando uscii dai miei pensieri mi accorsi di volare davvero,
trasportato da un uccello! A quanto pare capivo il linguaggio degli
animali perché lo sentii dire: - Ecco la preda giusta per mio figlio.
– Mi lasciò in un nido dove c’era un uccellino spennacchiato più o
meno della mia attuale altezza. Sembrava non avessi scampo e il cuore
mi batteva fortissimo, quando vidi un ramoscello appuntito con cui
cominciai a difendermi. Quando l’uccellino aprì il becco per mangiarmi
lo ferii con il ramoscello.
|
 |
Vinsi ma il
nido era malmesso e quindi… precipitai. Pensai di sfracellarmi al suolo,
ma fortunatamente caddi “sul morbido” proprio sopra un mucchio di foglie
secche: mi salvai! O, per meglio dire, per il momento ero salvo. Infatti
dalle foglie uscì fuori un gatto che, guardandomi, si leccò i baffi.
Stavolta non avevo scampo, non mi sarei mai potuto difendere.
 |
Il gatto disse:
- Pur essendo “ciecato”, posso capire che tu sei un topo e quindi ti
mangio! – A quel punto mi venne un’idea. Andai a nascondermi dietro un
gruppo di canne; il gatto ciecato, non mi avrebbe visto. Infatti non
mi trovò, ma si appostò lì davanti e quindi non potevo uscire.
|
|
Aspettai un po’
poi lo vidi allontanarsi e quindi uscii allo scoperto. Purtroppo però
il gatto non si era allontanato, in realtà si era nascosto per farmi
uscire. Tentai di scappare ma non ce la feci e finii nelle grinfie del
gatto.
|
 |
Era la fine… a
un certo punto sentii un forte dolore, avevo battuto la testa per terra.
Ero caduto dal divano e avevo la mia normale statura. Pensai tra me e me:
- Allora è stato tutto un sogno. Che fortuna!-
Andrea
Bertini, classe 1°C
Torna alla sezione
|
|