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Incontro con un reduce dai campi di
sterminio della 2° guerra mondiale
In memoria dell’Olocausto
... Dal quel
periodo furono portati ai campi di sterminio dove Angiolino trarrà le più
crude vicende.
Patirà la fame in
una stanza buia, si ammalerà di difterite scamperà la morte più volte e
sarà privato di ogni bene. Si attuava quindi, un vero e proprio processo
di spersonalizzazione che priverà Angiolino di ogni riconoscimento e
perfino della sua identità.
In seguito gli
verrà impresso un numero sul braccio. In totale saranno tre come i suoi
campi visitati.
In fine arrivò
anche il benedetto giorno in cui sarà liberato. La gioia fu immensa.
Ritornare a casa dopo così tanto tempo. Credere ancora nella vita.
I segni della
guerra, però, si notano ancora oggi.
Per dieci anni
non ha potuto vedere le divise militari. Le sue sofferenze nel rivedere le
guerre di oggi.
Nonostante questo
ho riconosciuto in quell’uomo un grande spirito di saggezza. Egli non odia
i tedeschi, non ha alcun rancore verso di loro ed oggi è qui a
testimoniare per ricordare. A rendere vivo l’accaduto.
Ringrazio
Angiolino per tutto quello che ha fatto per noi e per essere riuscitoa non
farmi dimenticare. Andrea Bilaghi, classe 3°B
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Nuove voci ...
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