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I nonni raccontano
La signoraWanda, nonna di Nunzia Lomonaco |
I miei nonni mi hanno
raccontato che negli anni ’30 il sistema scolastico non era uguale a
quello di oggi. Infatti avevano solo un maestro, la scuola
dell’obbligo durava fino alla quinta elementare, anche se le medie e
le superiori esistevano. La scuola incominciava dall’età di sette
anni; non avevano molti libri come oggi ma avevano un sussidiario che
conteneva storia, geografia, scienze e matematica poi avevano un libro
di lettura infine avevano un alfabetiere con tutte le lettere.
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I ragazzi a scuola entravano alle
9:00 di mattina e uscivano alle 12:30 perché poi dalle 13:00 alle 16:30
entravano a scuola altre classi. Tutto questo accadeva perché i bambini
erano tanti, perciò la giornata scolastica si divideva in due turni.
Dopo la scuola i ragazzi
tornavano nelle proprie case a fare i compiti; nella famiglia di mio nonno
doveva essere rispettata una regola: i ragazzi non dovevano né uscire, né
giocare, né fare qualsiasi altra cosa se prima non avevano finito di fare
i compiti; solo dopo averli finiti potevano andare in cortile a giocare
con altri ragazzi.
| In quel tempo i ragazzi
non si divertivano come noi coi videogames, ma costruendo monopattini
con paletti di legno o giocando a pallone, ma come anche noi oggi
erano molto agitati. Le bambine, nei periodi invernali, si divertivano
costruendo bambole di pezza oppure nei periodi estivi e primaverili
giocavano con la corda o al gioco delle caselle chiamato anche
“campana”. Le loro giornate terminavano verso le 18:00 infatti
andavano a casa, cenavano e poi andavano a letto molto presto. |
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Nunzia Lomonaco, classe 1°C
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