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I nonni raccontano
Come si divertivano i nonni?
Non certo come noi! Allora non
esistevano i videogiochi, non c’era il computer né la televisione perciò i
miei nonni dovevano organizzare i loro passatempi usando giocattoli non
pubblicizzati, ma costruiti da loro stessi, con materiali occasionali.
Il mio nonno abitava alla periferia di Firenze e con gli amici si
incontrava soprattutto per la strada, o ai giardini lungo il Mugnone, o
sul greto di questo torrente.
Egli mi racconta che i loro giochi variavano a seconda delle stagioni. In
autunno si riempivano le tasche di noci con le quali facevano tanti
mucchietti e giocavano a “ nocino” chi con un sasso colpiva il mucchietto
vinceva le quattro noci che lo componevano. In inverno, per riscaldarsi,
organizzavano il “gioco del casone” cioè gare di corsa intorno ad un
gruppo di case, con premiazione finale: noci, castagne, marroni secchi e
mandarini. A primavera i ragazzi più grandi con assi di legno, corde,
chiodi e cuscinetti costruivano dei carrettini con i quali trascinavano i
più piccoli oppure, loro stessi, dandosi la spinta con i piedi,
percorrevano un tragitto del quale avevano fissato la partenza e il
traguardo. In estate andavano nel Mugnone per pescare o per sguazzare in
una grande pozza d'acqua in cerca di ranocchi. Il gioco del pallone, il
salto alla corda, campana, nascondino, acchiappino… erano giochi che
facevano tutto l’anno.
Mattia Tomassini e Roberto Anastagi, classe 1°C
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