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I nonni raccontano
Il
mio nonno è nato il venticinque Gennaio del 1937.
A quattro anni ha incominciato ad andare all’asilo infantile presso la
chiesa di Troghi, dove le suore facevano giocare i bambini.
Il nonno non voleva stare con gli altri, così
Suor Gemma lo portava in cucina per farlo divertire.
All’asilo erano circa dieci bambini e alcune bambine.
Dopo due anni il nonno iniziò le scuole elementari di Troghi.
Entravano verso le ore 8,00 e uscivano dalla scuola alle ore 12,30.
Le maestre erano abbastanza severe e molto brave ed erano una per classe.
In prima incominciarono a disegnare i paletti (i numeri).
Durante la ricreazione, che durava, dieci minuti, un quarto d’ora, tutti
correvano e saltavano. Le maestre non insegnavano solo le materie
scolastiche: a volte facevano andare fuori i bambini a zappare, a piantare
fiori, a levare le erbacce e altro.
Dopo aver svolto le lezioni, a casa, mio nonno andava a giocare e dopo
andava a dare una mano ai genitori.
I giochi che faceva insieme agli altri ragazzi erano: nocino (gioco con le
noci o con i tappi), salto con la corda, zoppino, nascondino,
sbarbacipolle, cinbè, mosca ceca, acchiappino e bandierina.
Costruivano gli aquiloni con la carta colorata o con i giornali, della
corda, dello spago e delle canne.
Quando il mio nono crebbe incominciò a fare collezione di figurine.
Infondo il mio nonno che ora ha sessantacinque anni, si è divertito tanto
ma tanto, tanto quando era piccolo.
Alessia Bongi, classe1°C
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