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Presidente U.S.A. Rignano sull’Arno,
19.3.03, otto ore all’attacco Illustre Signor presidente, io sono un ragazzo di tredici anni e le scrivo per esprimerle il mio no alla guerra. La guerra è distruzione, è difficile che qualcosa riesca a sfuggirle e a salvarsi con le armi terribili che ci sono in giro. Non dimentichi che le armi abbattono città e uccidono persone ma soprattutto persone innocenti che non hanno nessuna colpa, che muoiono per interessi economici. La guerra distrugge tutto senza pietà, senza distinzioni di razza, aspetto e colore, inoltre la guerra distrugge anche alcuni stati d’animo, come la serenità e la gioia. Basta accendere la TV per vedere da vicino che la guerra colpisce ogni famiglia, lasciando un vuoto incolmabile, e colore che ne scampano restano segnati per tutta la vita. Io credo nell’amore e nel rispetto, nell’aiuto reciproco e nel lavoro pacifico con cui l’umanità possa creare un futuro migliore, perché solo alla morte non c’è soluzione e la guerra è morte. Le sarei grato di una più immediata risposta. Lorenzo Bugli
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Nuove voci ...
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