| |
|
|
I
nonni raccontano
La signora Bruna Lucci, nonna di Irene Rezzesi |
La mia nonna mi ha raccontato che quando era
piccola, tanti bambini non avevano giocattoli e li inventavano; giocavano
a Campana oppure con i coperchi che la mamma buttava via.
Le bambine si facevano le
bambole con due legni, uno verticale e l’altro orizzontale poi ci
cucivano intorno la stoffa e confezionavano i vestiti. Con queste
loro si divertivano ed erano felici.
|
Per divertirsi insieme alle sue amiche, mia nonna giocava alle
signore facendosi i vestiti con gli asparagi selvatici.
Lei andava a
scuola a piedi: non c’erano i pulmini e neanche le macchine, in generale
non c’erano mezzi.
Quando, tempo fa, la nonna è tornata dove è nata, ha visto che ora la
mattina c’è un pulmino che passa a prendere i bambini.
A scuola non insegnavano molte materie: un po’ di geografia, la
matematica, lettere ma sempre in modo semplice, molto più semplice
rispetto a quello che ci insegnano adesso.
Portava la merenda da casa: due fette di pane con prosciutto o salame; i
più poveri mangiavano pane e noci, ma alcuni non avevano niente e spesso
la nonna offriva la merenda ai bambini che non la avevano.
Avevano i vestiti della domenica che usavano solo quel giorno, erano nuovi
e belli, gli altri giorni si mettevano i vestiti normali e ne avevano due,
per andare a scuola; sopra i vestiti si mettevano il grembiule. Dovevano
essere puliti per andare a scuola, perciò alternavano i due vestiti.
La nonna viveva in una famiglia non troppo povera, ma neanche troppo
ricca, di medio livello, comunque lei stava bene, meglio di altri bambini
di famiglie che erano anche più povere.
Aveva una sorella e un fratello, perciò non viveva in una famiglia
numerosa.
Irene
Rezzesi, classe 1°C
Torna alla sezione
|
|