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Materiale anonimo raccolto nell'ambito del progetto

"Percorsi di educazione alla diversità"
Anno scolastico 2002-2003
Scuola media "G.Papini" Rignano sull'Arno

Classe 2°D

Che importanza ha, secondo te, nel conoscere gli altri, la prima impressione? 

  Fra i due estremi…

- per me non ha importanza perché non si può conoscere nessuno alla prima impressione perché sennò si fanno pregiudizi

- ha un’importanza fondamentale perché non la cambiamo più…

- …molta… perché da quella impressione decido se continuare a parlare con lui o no

- …molta… perché la prima impressione ti condizionerà nel tuo giudizio

…la maggior parte dei ragazzi ha sottolineato, in un modo o nell’altro, che la prima impressione ha un peso molto importante nel conoscere gli altri, anche se non dovrebbe essere così perché si finisce per giudicare una persona senza conoscerla.

Perché non è facile cambiare opinione su una persona?

Alcuni sono riusciti ad intuire il motivo per cui tendiamo a mantenerci ancorati alla prima impressione:

- perché la prima opinione che ti fai è quella che ti condiziona sempre di più

- perché devi cambiare le tue idee

Cambiare opinione è sostanzialmente riconoscere di avere sbagliato… e sbagliare non piace a nessuno…specialmente in un campo (le relazioni con gli altri) dal quale, sappiamo bene, deriva molto del nostro “stare bene” o “provare disagio”.

Cosa significa, secondo te, essere normali?

Alcuni hanno posto l’accento sugli aspetti più evidenti di una presunta normalità…

- avere una casa, delle amicizie, qualcuno che ti considera

- non avere problemi fisici o mentali,

- non essere, grazie a dio, disabili ed avere più opportunità

…pur tenendoci a sottolineare come a questo punto di vista non sia legata alcuna forma di pregiudizio o di emarginazione.
Qualcuno ha cercato di portare l’attenzione sulle cose che più contano, al di là di differenze più o meno evidenti, più o meno pesanti, comunque non essenziali:

- per me tutte le persone sono normali, a modo loro ma sono normali

- …avere un cuore…

Altri sono riusciti anche a cogliere l’ambiguità della domanda:

- niente…perché nessuno è normale

- secondo me non ha senso questa domanda, perché essere normali è solo una questione interiore, se si sta bene con se stessi

Chi decide cos’è normale e cosa non lo è?
Ognuno può decidere in modo autonomo oppure c’è qualcosa che ci condiziona?

  Quasi tutti hanno sottolineato come nessuno si possa sentire autorizzato a stabilire i parametri della cosiddetta “normalità”.  Soltanto alcuni sono riusciti a rilevare il peso dei vari condizionamenti: il giudizio degli altri, la considerazione degli amici, gli affetti, ecc.

- quando siamo in gruppo siamo parecchio condizionati dagli altri…

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