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Lettera aperta a Bush Casa Bianca, Washinton D.C. (U.S.A.) Illustrissimo Signor. Presidente George W. Bush, Le scrivo per comunicarLe il mio parere insieme a quello di tante persone, che mi stanno attorno, riguardo alla guerra che si sta combattendo in questi giorni. Sono consapevole che questa lettera, probabilmente, non Le arriverà, oppure, che non terrà conto di ciò che pensa una ragazzina di dodici anni, quando non ha tenuto in considerazione tante manifestazioni, scioperi, digiuni. Le scrivo, però, ugualmente, poiché penso che i governatori, di qualunque Nazione siano, prima di decidere se fare o meno una guerra, dovrebbero interessarsi al parere comune. Visto che dopo è il popolo a combattere e morire per una guerra, neanche condivisa ideologicamente da milioni di persone. Molti dicono che questa guerra si sta combattendo per il possesso dei pozzi di petrolio; io, però, non so dare il mio parere visto che la storia non la conosco e non me ne intendo affatto di politica. Posso dare un giudizio solo da ragazzina dodicenne; penso, però, che sia opinione comune, anche di persone meno istruite. L’idea che mi sono fatta è che gli Stati Uniti si sentono così forti da poter invadere un altro paese, come l’Iraq, di minor forza e minor superficie, con la scusa di voler combattere il terrorismo. Mi sono nate alcune domande, mentre riflettevo sui momenti di terrore, che stanno vivendo milioni di persone in questi tempi. Ad esempio, mi domando il perché, quando c’è stata la strage dell’11 Settembre, c’è stata come un’indignazione generale contro il "terrorismo" ed adesso invece che muoiono centinaia di civili sotto le bombe ed il fuoco americano, questa viene chiamata "guerra giusta". Credo, anche, che nessuno abbia il diritto, nemmeno Lei, di dire che Dio è con gli Americani in questa guerra, perché una guerra qualunque guerra sia e per qualunque motivo sia fatta, è sempre ingiusta e non c’è mai un motivo abbastanza valido per combatterla. Non mi aspetto che per questa lettera cambi idea, ma che almeno, dentro di se, riconosca i suoi sbagli. Distinti saluti. GIULIA CARBONARI
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