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                                                                           Rignano sull'Arno 24.03.03

Caro  Presidente Bush,

chi le scrive è una ragazzina di 12 anni, che pur piccola, sa cosa vuol dire la parola GUERRA, vuol dire solo... morte e distruzione, e chi sarà a morire, secondo lei? Chi morirà saranno solo civili, persone che non le hanno mai fatto niente, che non le hanno mai dato noia! Al solo pensiero che dei bambini, dei civili, con tanta, tantissima voglia di vivere, possano interrompere la loro vita, per delle cause troppo difficili da capire, cause mille volte più grandi di loro… 
e se questi concetti li capisce una ragazzina, non vedo perché non lo debba capire un esercito di persone adulte!

La guerra non è una risposta! Ha mai pensato lei che fra i civili ci poteva essere anche lei? Per sua fortuna lei non è una persona alla quale passano continuamente missili sopra la testa, lei non è una persona che non può esprimere le sue ragioni! 

Ma la guerra, perché? La mia domanda non ha mai avuto una risposta, perché gli adulti, non hanno l’immaginazione di noi bambini, noi bene o male qualcosa possiamo immaginare e possiamo capire come si possano sentire quelli che dalla mattina alla sera si vedono passare missili e bombe sulla testa, quelli a cui scoppiano mine a un metro di distanza, amputandogli braccia, o gambe o, ancora peggio, facendogli perdere la vita.

Allora mi pongo un'altra domanda: lei da piccolo ha mai pensato di poter morire troppo presto? Io mi rendo conto solo ora di quanto sono fortunata a non vivere in un paese dove c’è la guerra, mi rendo conto della sensazione che provano quei poveri bambini o anche le persone adulte, tutti civili! Adesso la loro voglia di vivere si farà ancora più sentire, e delle domande sorgono spontanee: ha mai pensato alla pace nel mondo? Le è mai passato per la testa che si può contrattare?

Ha mai pensato a quante persone, americane e irachene pensano alla pace? E se solo lei andasse a giro per la città come una persona comune, si accorgerebbe di quante persone hanno appeso la bandiera della pace, con i colori dell’arcobaleno, il cui vero significato è vecchio quanto il mondo, significa: tregua fra terra e cielo nel ricordo del tempo di Noé, quando ci fu il diluvio universale.

Che cosa si prova ad uccidere una persona? Al solo pensiero che una persona possa uccidere un suo ” fratello”, mi vengono i brividi! Il motivo per cui c’è la guerra è un motivo vecchio anzi vecchissimo!

Il territorio preso in passato, gli attentati, la distruzione delle Torri Gemelle e infine il petrolio: la guerra, solo per questo motivo! Vi dovrebbe essere servito a qualcosa, vedere quante persone sono già morte per questo motivo, vedere le due torri distrutte, a terra: dovrebbe essere stato un modo per farvi cambiare idea sul da farsi. 
Dovremmo cercare di contrattare per la pace per evitare inutili spargimenti di sangue!

Alcune volte, caro presidente, chiuda gli occhi e incominci a pensare alle conseguenze della guerra! Pensi ai bambini, pensi al suo popolo, pensi a cosa ha passato il popolo iracheno ! Ma soprattutto pensi ai bambini e ai civili che per colpa delle persone più fortunate, moriranno!

Pensi alle persone che sono morte in Iraq  per colpa delle mine antiuomo! Quelle mine fabbricate da persone senza cuore e buttate da altre ancora più spregevoli, persone che pensano solo una cosa: che bello fare la guerra, che bella sensazione uccidere .E invece no, dovremmo pensare che la guerra è la cosa più brutta del mondo e che uccidere lo è allo stesso modo! 

Così concludo la mia lettera, spero lei mi ascolti!

                                                       Chiara Ronchetti

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