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Due alieni un po' matti

 

Caro Diario, come sempre ecco la mia noiosa giornata.

Ore 5.00 a.m. Mi alzo, mi pettino (non è vero, sono calvo), preparo il milkspace e… Ehi, “frena” tutto! Perché vi sto raccontando la mia giornata, che è anche noiosissima? E dimenticatevi la storia che io sono calvo!

Innanzitutto mi presento: sono Ventris, Verm per gli amici. Mi chiamano così perché sono verde come un bruco, ma ancor peggio perché sono cosparso di quei cosini verdi da strizzare, ehm… come si chiamano…Ah, sì! I porri o brufoli, come preferite chiamarli voi.

Ma adesso iniziamo la storia.  

Siamo su un pianeta molto lontano, il pianeta Lontandisotto. Su questo pianeta vivono due alieni molto amici tra loro: Verm, cioè io e Mucosa (due nomi un po’ strampalati che si addicono perfettamente a loro due). Il sogno di questi alieni era di scoprire un materiale che tagliasse ogni cosa, anche la più dura; ma tutti rifiutavano di aiutarli per la spedizione, perché sapevano che avrebbero fallito a causa della loro sbadataggine. 
Così, un giorno, non resistendo alla tentazione di partire, costruirono un astronave con vecchi pezzi di metallo, ma venne proprio un “rottame” (è vero, ma funzionò). E adesso vi starete chiedendo: ”E per il motore ?”. Ma è semplice! Con bicarbonato, acqua e acido acetico glaciale: volete sapere come? Si mescola il bicarbonato con l’acqua e, prima di partire, si mette l’acido acetico glaciale: vi assicuro che si va velocissimi perché sprigiona una forza pazzesca ad alta pressione! 
Gli alieni del villaggio non credevano ai loro occhi: erano riusciti a costruire una meraviglia. Così, prima di partire, presero tutti gli apparecchi di laboratorio per analizzare tutte le cose che trovavano nello spazio. OK, tutto pronto: tra dieci secondi sarebbero partiti. 
Conto alla rovescia: …3, 2, 1, BUM!! Qualcosa non andava nel motore; così Mucosa scese dall’astronave. Capì cosa non andava: si erano dimenticati di mettere l’acido acetico glaciale: così ne mise subito un bottiglione e salì svelto sull’astronave che partì come una scheggia.

Per prima cosa fecero rotta sul pianeta Zamonia, il loro preferito ma anche il più attrezzato per viaggi molto complicati. Comprarono alcuni apparecchi per il rilevamento di sostanze non ancora conosciute; quello che costò di più fu l’ORNIA, un apparecchio (composto da una cannuccia, un palloncino e una pipetta pasteur) per analizzare sostanze liquide. Dopo una breve sosta per il pranzo, ripartirono verso il pianeta su cui pensavano che ci fosse la sostanza ignota a tutto l’universo. 

Così durante la cena Mucosa disse :” E’ il Mirastelle più buono che abbia mai mangiato! “. Verm :”Già, e l’atmosfera spaziale mi ha fatto crescere i capelli “. Mucosa :Verm, mi dispiace rovinare la tua felicità, ma i tuoi capelli sono soltanto i peli della pelliccia del Mirastelle, e comunque spero che la meta sia vi…”.Ma Mucosa si interruppe: l’astronave aveva urtato su qualcosa, qualcosa di veramente grosso, era…SANGUISCIUTTA!! 

Appena atterrati sul pianeta cominciarono ad esplorare i dintorni: c’era una folta vegetazione di Orchidea Tentacolata, Asparago Timido, Puzzone, Stregafungo Cappelluto (fungo che provoca allucinazioni, ballo di San Vito e alte dosi di pazzia furiosa) e le Dita di Spettro (fungo che provoca Fifa  Blu e mania di persecuzione). Camminarono, ma di alieni neanche l’ombra: solo qualche piccolo insetto che si arrampicava sulla folta vegetazione. All’improvviso  Verm inciampò su qualcosa di molto duro, più duro della roccia: ehi…ma quella era la pietra che sognavano di trovare! Alla fine c’erano riusciti! Ma che nome potevano dare a questa sostanza? Mucosa trovò il nome: Carborundum. Ma a Verm venne un dubbio: era quella la pietra che tanto cercavano? Volle verificarlo. Così prese una provetta e le tagliò la sua parte inferiore (il capillare). Poi la privò del cappuccio in lattice e la mise in un porta provette. Senza rendersene conto aveva costruito la Microcolonna Adsorbente. Così conservarono questo nuovo apparecchio e presero gran parte del carborundum e tornarono sul pianeta dove rimasero tutti sbalorditi per la scoperta. Vennero infatti nominati “Scopritori del Nuovo Cosmo”, in loro onore venne eretto un monumento e non vennero più presi in giro dai loro amici.  

Giulia Puliti, classe1°B

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