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Guerra?
Pace?
Moltissimi autori e poeti hanno scritto testi e
poesie contro la guerra.
Essi sono molto famosi e le loro idee sembrano accomunare tutti, ma
nonostante ciò, nel mondo, si teme ancora la guerra, e moltissime
persone, vivono la loro vita in attesa di un po' di giustizia, in attesa
che l'uomo metta in pratica le giuste parole che dice.
Anche giovani ragazze, come Anna Frank, che vivevano in periodo di guerra,
hanno riportato pensieri, idee e sensazioni in diari personali, ignorando
che essi, un giorno, sarebbero diventati famosi.
Questo ci fa capire che le loro parole erano profonde e sincere, ma ciò
all'uomo non è bastato, per capire quanto la pace sia importante.
Abbiamo sentito frasi come: "Mi è impossibile costruire tutto sulla
base della morte, della miseria, della confusione.
Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte
l'avvicinarsi del rombo che
ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure,
quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene,
che anche questa spietata durezza cesserà, che torneranno l'ordine, la
pace, la serenità."
Queste parole di Anna Frank non sono servite a far capire ad ogni uomo che
la sofferenza non serve a niente, che ogni ragazzo ha il diritto di vivere
la propria infanzia serenamente e che un uomo non può distruggerne un
altro, perché non ne ha il diritto, perché siamo uguali, perché abbiamo
ricevuto gli stessi doni.
Durante questo anno, ho letto molti testi e visto una mostra sulla pace;
questo ha portato in me un totale rifiuto verso ogni tipo di violenza e un
forte rispetto verso gli altri.
Mi sono resa conto del fatto che la pace non deve "tornare",
come tanti dicono: la pace deve nascere.
Secondo me essa, nel mondo, non è mai esistita, mai nessun uomo un giorno
si è svegliato senza l'idea di arricchirsi, di aumentare il suo potere;
ognuno di noi, senza
rendersene conto, pensa solo a se stesso, fin da piccolo.
Anche se un uomo fa qualcosa di importante per gli altri, lo fa anche per
il fatto che il giorno dopo sarà su tutti i giornali e probabilmente
riceverà anche il premio Nobel.
Anche il giusto diventa ingiusto, perché è fatto solo per ricchezza,
fama e potere, cioè i fini attuali dell'uomo.
Penso che aiutare gli altri e sostenere la diffusione di una cultura della
pace sia il dovere di ogni uomo; prima però abbiamo bisogno di renderci
conto che aiutare non è superfluo.
A volte sentiamo dire che vengono lanciate bombe o altre armi in un certo
posto, perché lì vi sono pochi civili, magari solo trenta.
Tali affermazioni mi feriscono, perché secondo me è un principio non
togliere la vita anche ad un solo essere al mondo, perché solo Dio può
farlo, perché solo Dio è più importante dell'uomo.
Spesso mi chiedo perché gli assassini vengano messi in carcere, quando i
"potenti" seminano morte, violenza e sofferenza dove vogliono,
senza essere puniti.
Martin Luther King ha detto che la guerra è la conseguenza dell'odio e
dopo la guerra nasce l'odio più profondo.
Anch'io penso sia così, perché in tredici anni di vita non ho ancora
capito cosa la guerra risolva.
Mi chiedo cosa significhi che una terra appartenga a qualcuno, quando
ognuno di noi ci si è ritrovato per caso e davanti alla morte resta con
le mani vuote.
Perché scoppiano le guerre? Perché facciamo parte di sei continenti
diversi e non possiamo semplicemente far parte del mondo? Perché
apparteniamo a quattro razze diverse e non possiamo essere semplicemente
uomini?
Spero che un giorno potremmo renderci conto di non poter fare a meno degli
altri e solo allora potremo capire che siamo uomini, la cosa più
importante sulla terra, ma lo siamo tutti.
Vorrei che un giorno, alla voce "guerra" nel dizionario,
potessimo leggere "fenomeno da tempo scomparso" e alla voce
"pace", "cultura del mondo".
Un giorno non esisterà più il ricco, perché tutti saremo ricchi
dell'amore che abbiamo ricevuto e che doniamo.
Nessuno è abbastanza povero per non potersi donare e nessuno abbastanza
ricco, per poter fare a meno dell'altro.
Elena
Barchielli, classe 3°A
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