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La
signora Giuliana Torniai racconta
La signora Giuliana
Torniai, nata nel
1931, racconta.
Negli
anni del regime fascista nelle scuole venivano insegnate tutte le materie
tranne le scienze e le lingue straniere, che erano state abolite da
Mussolini. Non era permesso leggere libri che non fossero approvati dal
Duce; in tutti i testi scolastici veniva esaltata la civiltà romana.
Nelle aule c'erano più di 40 alunni per classe, alle pareti erano appese
le fotografie del Duce e del Re, che gli alunni la mattina entrando in
classe, dovevano salutare con il saluto fascista detto anche "saluto
romano".
Da
piccola ero una bambina piuttosto vivace, infatti una mattina arrivai a
scuola, entrai in classe e mi misi a sedere nel mio banco, senza salutare
“il Duce” come fecero i miei compagni. Quando la mia insegnante, che
era tedesca e fascista, me ne chiese il motivo, esclamai:
“Perché
dovrei salutare quel ciuco d’uomo?”
Per questo furono chiamati i miei genitori e fui sospesa per una
settimana.
Una
materia molto importante che veniva insegnata era la ginnastica che
durante le manifestazioni veniva riproposta con esercizi per mostrare ai
capi fascisti quello che gli alunni avevano imparato.
La
mia famiglia era antifascista ed una sera, quando ero ancora molto piccola
ed abitavo in una casa nuova, appena costruita, degli uomini, per
dispetto, presero un calco del viso di Mussolini e lo attaccarono al muro
esterno della casa e sotto scrissero "Viva il Fascio" quando mio
padre tornò dal lavoro, vide che cosa era successo, ma non poté far
niente perché doveva far
credere di essere fascista, altrimenti sarebbe stato ucciso insieme alla
sua famiglia.
Quando Rignano fu bombardata dai tedeschi molte
persone si nascosero nelle cave del Bruschi dove era stato costruito un
rifugio."
Testimonianza raccolta da Chiara
Losi, classe 3°C
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