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Talluri Bruno, che é nato nel 1936 ed abita a Rignano,
racconta. "Nel 1943, vivevo a Scandicci, in una casa colonica con i miei
genitori e mio fratello maggiore. Un pomeriggio, verso le cinque, sei squadristi, passavano di
casa in casa per portare via gli uomini: venivano consegnati ai tedeschi
che li portavano nei campi di concentramento. Quando arrivarono a casa mia chiesero appunto di mio padre; e
subito mia madre gli disse che suo marito non c’era perché era stato
chiamato al fronte a distribuire il cibo ai tedeschi e la sera avrebbe
fatto ritorno a casa. Gli squadristi non le cedettero, così presero mio fratello
e lo penzolavano in un pozzo minacciando di lasciarlo cadere. Mia madre ripeteva che era la verità, che mio padre si
trovava veramente al fronte e così gli squadristi alla fine liberarono
mio fratello. Purtroppo un anno dopo, nel giugno del 1944 mio fratello, con
un suo amico mentre stavano giocando intorno ad una cisterna che serviva
per irrigare il campo vicino, trovarono una mina e saltarono i aria: morì
a soli 11 anni. Io mi salvai perché mi trovavo a scuola, di solito infatti uscivo a giocare con loro." Testimonianza raccolta da Francesca Raspini, classe 3°C |
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