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Lettera
ad un giovane palestinese terrorista
pronto a compiere un attentato
suicida
Caro Amin,
ho saputo, che la tua organizzazione ha deciso che domani toccherà
a te.
Ho deciso di scriverti questa lettera per farti riflettere sulla decisione
importantissima che stai per prendere.
Forse tu non darai importanza ai miei consigli, ma io vorrei comunque
invitarti a non compiere questo atto suicida.
Questa guerra in corso, è inutile, perché israeliani ed arabi, se lo
volessero, potrebbero
benissimo vivere in pace: so che, almeno in passato, in molti villaggi,
molte famiglie ebree e arabe sono riuscite a vivere in pace. È giusto, che entrambi i
popoli abbiano il proprio Stato indipendente, ma il modo migliore per
ottenerlo, non è quello di compiere attentati e aggressioni.
Nonostante che questa specie di guerra continui da moltissimi anni, essa
non ha portato altro che vittime innocenti di entrambi i popoli; se non
verrà deciso di risolvere questo problema in modo pacifico ci saranno
ancora solo tantissime altre vittime, e una di queste potresti diventare anche tu.
Se compirai questo attentato suicida, non solo perderai la tua vita e
dovrai dire addio alla tua famiglia, ma farai perdere la vita a molte
altre persone innocenti che tengono
alla loro vita e sperano di poter continuare a trascorrerla.
Se tu decidi di non sacrificarti, altri ragazzi potranno seguire il tuo
esempio, e se saranno in molti a seguirlo, questa guerra potrà finalmente finire.
Io ammiro il tuo coraggio ed l’ amore che hai per il tuo popolo, so che
vuoi vendicare le sue sofferenze subite a causa degli israeliani, ma
anche loro, gli israeliani, a causa del tuo popolo hanno dovuto subire
molte sofferenze, e quindi, se i ragazzi di entrambi i popoli
continueranno a sacrificarsi per la propria patria, la guerra non finirà
mai.
Io ora ti saluto, ti prego di riflettere molto e di ascoltare i miei
consigli.
Simone
Giannotti
Simone
Giannotti, classe 3°C
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