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La signora Maria Cammilli, nonna di Jacopo
Cannizzaro, è nata il 1 Febbraio 1931 a Piandiscò; racconta: “Mi ricordo che quando ero piccola, i
fascisti quasi tutti i giorni, entravano nelle case e nelle fattorie per
saccheggiarle. Una volta, io, i miei fratelli ed altri
ragazzi, giocavamo nel cortile della nostra casa. Uno di noi scrisse sul
muro “W il comunismo” e poco dopo arrivarono i fascisti. Solo uno si accorse della frase scritta sul
muro. Per fortuna era “un buono”, e si limitò a dire alla signora,
che ci controllava e che nel frattempo ci aveva stretti nelle sue braccia
all’arrivo dei fascisti, che doveva cancellare immediatamente la
scritta, altrimenti, se gli altri se ne fossero accorti, saremmo stati
messi al muro per essere fucilati. Una giorno, durante la guerra, nel 1944, mentre
i nazisti su alcuni aerei sorvolavano la nostra casa, un fascista in fuga
sparò un colpo di fucile, i nazisti, sentito lo sparo, bombardarono la
nostra casa che fu rasa al suolo. Testimonianza raccolta da Jacopo Cannizzaro, classe 3°C |
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