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La
signora Betti Franca racconta.

La
signora Betti Franca, nonna di Silvia Barchielli, racconta.
"Una sera eravamo nel cinema Bruschi di Rignano a vedere una commedia. Ad
un tratto cadde il silenzio, rotto solo da un forte bisbiglio:
IL
FASCISMO ERA CADUTO.
Ricordo
che, durante la guerra, eravamo
in casa e, verso le sei di sera, il cielo si illuminò a causa dei bengala.
Si diffuse
la notizia che avevano bombardato Pontassieve
e tutti i ponti nei dintorni. Poi, anche se un po’ preoccupati,
andammo a dormire e il fracasso cessò. Verso le undici fummo di nuovo
svegliati dal frastuono che proveniva dalle strade: dei caccia avevano
bombardato il mulino e tutte le case vicino all’Arno, c’erano stati
otto morti.
Allora ci
rifugiammo al “Giannone”, dove stavamo tutti distesi nell’erba e
senza catenine, orologi e anelli perché avrebbero riflettuto la luce e
dagli aerei e ci avrebbero avvistati.
A notte
fonda tornammo a dormire a casa e il giorno dopo sfollammo a Leccio dove
rimanemmo fino ad agosto, quando
vennero a liberarci".
Testimonianza
raccolta da Silvia Barchielli, classe 3°C
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