| intervista a Maria De Rosalia | nata il 25/10/1928 | ||
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nel 1945 aveva 17 anni | viveva a Palermo | |
Della guerra mi ricordo che nel 10 giugno 1940 ci fu il primo bombardamento
francese a Palermo, epidemie e disastro.
Di qualche episodio particolare mi ricordo, che nella notte del 3 marzo 1941, i
tedeschi bombardarono la loro nave, Santa Barbara, carica di esplosivi, per non
lasciarla in mano agli americani. Lo scoppio della nave ci svegliò, e scappammo
da Palermo, e raggiungemmo a piedi Monreale ( paese distante 12 km da Palermo),
dove c’era il comando militare americano.
La giornata la trascorrevo in casa o nelle grotte ( rifugi).
Durante la guerra mangiavo farina di fave, con cui si faceva anche la pasta,
pane nero fatto con farina di segale. Quello che si mangiava si procurava al
mercato nero.
I luoghi di ritrovo erano i sotterranei, le grotte di Monte Pellegrino, tuttora
esistenti, chiamate le grotte dei condannati. Mussolini, quando dichiarò
guerra, fece costruire a Palermo dei ricoveri fatti di cemento.
Quando c’erano i bombardamenti passavamo giornate intere e notti intere nei
ricoveri.
Fortunatamente a Palermo non ci furono gravi conseguenze della guerra.
I tedeschi, che avevano creato la loro base al castello di Ortiveggio,
avvisavano la popolazione lanciando dei razzi:
Di colore verde, se era tutto a posto;
Di colore rosso, quando c’era pericolo e quindi bisognava andare ai rifugi.
Quando arrivarono gli americani ( e l’Italia decise di allearsi con loro),
decisero di bombardare Palermo tutti i lunedì alle 9:00 di mattina, con lo
scopo di distruggere tutto il materiale tedesco. Gli americani avvisavano la
popolazione sulla loro intenzione di bombardare, lanciando dagli aerei dei
volantini.
Io non ho sentito parlare di episodi maltrattamenti nei confronti delle donne,
perché spesso erano le madri, che mandavano le figlie dagli americani, per
bisogno e in cambio ricevevano soldi e soprattutto cibo.