| intervista a Vincenza Pitti | nata il 7/7/1930 | ||
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nel 1945 aveva 15 anni | viveva a Belmonte Mezzagno (Palermo) | |
Della guerra mi ricordo i continui bombardamenti ed uno in particolare più
forte dei precedenti.
Le giornate erano noiose, non c’era mai il tempo di giocare. Andavo a casa di
parenti e amici per stare un po' insieme perché avevamo paura.
Mangiavo il pane che facevamo in casa io e mia madre, con mio padre che portava
la farina.
Non ricordo di aver fatto mai festa prima dei miei vent’anni, quindi a fine
guerra.
I luoghi di ritrovo erano la casa di parenti e amici.
Durante i bombardamenti mi rifugiavo in luoghi aperti perché in casa ci poteva
cascare qualcosa addosso.
Tutti i giorni erano uguali non succedeva mai nulla di nuovo.
Sapevamo le notizie per posta perché mio padre era soldato e ci teneva
informate.
Non ho mai conosciuto americani, tedeschi e partigiani, durante il periodo della
guerra, perché si erano accampati alle porte di Palermo.
Non ho mai sentito parlare di episodi di maltrattamenti nei confronti delle
donne, forse perché i miei familiari mi ritenevano troppo piccola per
raccontarmi questi fatti.
Ho sfamato poveretti e ho ospitato parenti e da essi sono stata ospitata.