| intervista a Brunellesco Brunelleschi | nato il 21/1/1930 | ||
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nel 1945 aveva 15 anni | viveva a Rovezzano (Firenze) | |
Cosa ti ricordi della guerra ?
Mi ricordo che c’era poco cibo, la paura dei bombardamenti e dei tedeschi che
spesso rubavano nelle case o rapivano le persone per portarle in Germania o a
scaricare e caricare i camion.
Ti ricordi qualche episodio particolare ?
Nel luglio del 1944 i tedeschi andarono via dalla Nave a Rovezzano e fecero
saltare alcune case. Da lì un grosso sasso cadde in casa mia e dopo aver
trapassato il tetto e la camera si conficcò nel pavimento. Per fortuna noi non
eravamo in casa.
Come passavi la giornata ?
La mattina andavo a scuola. Erano 5 ore di 45 minuti, dalle 8,30 alle1,30.
Altrimenti stavamo in coda davanti alle botteghe per comprare frutta e carbone.
Cosa mangiavi e come te lo procuravi ?
Mangiavamo molte patate, poca carne e della frutta. Olio per niente.
Facevi mai festa ?
Per Natale e mangiavamo crostini, minestra in brodo, il lesso e la gallina
oppure l’arrosto con le patate o l’umido con la trippa, sottaceti, vin santo
o vin dolce e dei biscotti simili ai cantuccini di prato.
Quali erano i luoghi di ritrovo ?
I luoghi di ritrovo erano la "Casa del Fascio", una specie di casa del
popolo di ora, la parrocchia e pochissime volte le sale cinematografiche.
Dove vi rifugiavate quando c’erano i bombardamenti ?
Chi stava in campagna si nascondeva nei rifugi che avevamo fatto nei campi.
Erano delle buche scavate in terra con una specie di tetto fatto di materiali
tipo lamiera mi sembra. Chi stava in città aveva rinforzato le pareti della
cantina con il cemento armato e quando suonava l’allarme si nascondeva lì.
Ti ricordi un episodio del rifugio ?
Sì mi ricordo di una signora che come sentiva passare un aereo si metteva ad
urlare dalla paura e non riuscivamo a calmarla.
Come avevate le notizie e da chi ?
Sentivamo la radio ma venivano trasmesse solo le cose che decidevano i fascisti.
Cosa ti ricordi dei tedeschi ?
La maggior parte di loro era cattiva , ma un giorno io e dei miei amici
incontrammo un soldato che ci regalò una caramella per uno.
E degli americani ?
Gli americani avevano tante cose da mangiare, soprattutto pane bianco e
scatolette.
Hai mai sentito parlare di episodi di maltrattamenti nei confronti delle donne ?
A volte la gente ne parlava.
Conosci episodi nei quali sono state protagoniste le donne ?
So che le donne spesso rischiavano la vita perché portavano ai partigiani
notizie, cibo e vestiti.
Hai mai aiutato, dato ospitalità a qualcuno in difficoltà ?
L’8 settembre quando i militari tornarono a casa io e la mia famiglia abbiamo
dato ad alcuni soldati dei vestiti "normali" per poter sfuggire ai
tedeschi con più possibilità.
Ti ricordi qualche episodio particolare ?
Mi ricordo che il sabato, durante l’adunata, i bambini che andavano a scuola
marciavano in fila per 3 con un moschetto di legno. Si marciava, perché l’ho
fatto anch’io, per 2 ore circa. Alla fine della marcia c’era il saluto; il
capo diceva "EIA EIA EIA" e noi in coro dovevamo rispondere
"ALALA", tenendo il braccio teso e il gomito all’altezza dell’occhio.
Quali erano le regole imposte dal fascismo ?
Dovevamo essere in divisa il sabato, non parlare male del fascismo, non fare
scioperi, obbedire, seguire quello che diceva il calmiere dei prezzi e molte
altre cose.
Come era la scuola ?
Alla maestra si dava del lei o del voi. Mi ricordo che c’erano le punizioni
corporali. La maestra aveva una lunga canna di bambù che usava per indicare i
luoghi della cartina a cui non arrivava ma anche per richiamare i distratti.
Ogni giorno prima che iniziassimo a far merenda ci davano a tutti un cucchiaio
di olio di fegato di merluzzo, ma era lo stesso cucchiaio per tutti.
In bagno ci andavamo tutti insieme e solo alla ricreazione.
Ogni classe poi aveva il suo orto e ognuno coltivava il suo pezzetto; e così
per imparare, a volte ci portavano a vedere i contadini seminare, vendemmiare,
potere gli ulivi e raccogliere le olive.
Poi mi ricordo che ogni giorno la maestra ci controllava per vedere se avevamo
le unghie pulite, mentre il direttore ogni tanto ci interrogava.
Facevamo ginnastica in cortile e usavamo le clavette e i bastoni.
L’anno scolastico iniziava il 1° ottobre e finiva a giugno. In terza e in
quinta c’erano gli esami.