intervista a  Mirella Rullani nata il   22/8/1932

 

nel 1945 aveva 13 anni viveva a  Bagno a Ripoli

 

Cosa ti ricordi della guerra ?
Della guerra mi ricordo della fame e della paura.

Cosa mangiavi e come te lo procuravi ?
Mangiavo moltissime patate e poco pane. Il pane era un pane fatto con la crusca, era molto scuro e si durava fatica a buttarlo giù. Mio padre si chiamava Luigi e faceva il muratore e dato che era un lavoro pesante aveva diritto ad una quantità maggiore di pane. Questo pane era fatto con la farina e non con la crusca e mio padre lo dava a me, a mia sorella e a mio fratello. La carne non la mangiavamo quasi mai.

Facevi mai festa ?
Anche per le feste non mangiavamo cose diverse; erano sempre pane nero e patate.

Quali erano i luoghi di ritrovo ?
Luoghi di ritrovo non c’erano e almeno noi stavamo sempre in casa.

Dove vi rifugiavate quando c’erano i bombardamenti ?
Quando c’erano i bombardamenti mi ricordo che prendevamo il nostro sacchettino con quei pochi soldi e scappavamo a Baroncelli.

Ti ricordi un episodio particolare del rifugio ?
Mi ricordo che alla "Casa Matta" avevano iniziato a sparare col cannone pensando che ci fossero dei nemici. Noi allora ci siamo allontanati stando distesi nell’erba e uno di Pietrapiana è andato ad avvertirli che lì non c’era nessun nemico.

Come avevate le notizie e da chi ?
Ogni tanto sentivamo la radio, anche se era quella fascista, ma dovevamo farlo di nascosto.

Cosa ti ricordi dei tedeschi ?
Mi ricordo che una volta mia madre era andata a Pietrapiana per prendere un po’ di cibo per noi bambini e si è imbattuta in un gruppetto di tedeschi che non la facevano passare. Nonostante gli spiegasse cosa andava a fare continuarono a non permetterle di passare. Ad un tratto un o dei tedeschi che stava mangiando una mela le tirò una pedata e il torsolo della mela nella schiena. La mia mamma allora prese e venne via.

E degli americani ?
Degli americani mi ricordo che quando si accamparono per un po’ a Bagno a Ripoli io e altri ragazzini andavamo spesso a farci dare un po’ di cibo. Ci davano le gallette, il minestrone secondo cosa era stato cucinato alla mensa.

Hai mai sentito parlare di episodi di maltrattamento nei confronti delle donne?
No, almeno a Bagno a Ripoli.

Conosci episodi nei quali sono state protagoniste le donne ?
No.

Hai mai aiutato, dato ospitalità a qualcuno in difficoltà ?
No, non ho mai dato ospitalità a nessuno anche perché a Bagno a Ripoli avevamo solo 2 stanze ed eravamo in 5.

Ti ricordi qualche episodio particolare ?
Mi ricordo che durante le festività veniva un uomo, incaricato dal fascio, il quale andava per le strade, e quando gridava "BANDIERA !" alle finestre delle case ci doveva essere la bandiera.

Quali erano le regole imposte dal fascismo ?
Si doveva essere in divisa il sabato, essere sempre presenti a tutte le riunioni e non farne mai di private, non parlare male del fascismo, non si poteva fare scioperi, se vendevi dei tuoi prodotti dovevi stare molto attento al calmiere dei prezzi. Il calmiere era una persona del fascio che ogni giorno decideva i prezzi dei prodotti.

Come era la scuola ?
Prima dell’inizio della lezione dicevamo la preghiera, poi c’era l’appello, il saluto al Duce e infine al re.
In classe mi ricordo che c’era il crocifisso e a destra la foto del Duce e a sinistra quella del re. La cattedra era rialzata.
Le materie erano aritmetica, calligrafia o bella scrittura, ortografia, canto e religione. Mi ricordo che a farci religione veniva proprio il prete.
In tutte le scuole c’era lo stesso sussidiario, così ce lo passavamo da fratello in fratello. Per le famiglie molto numerose veniva dato un sussidio; ma non in soldi ma in quaderni, pennini, lapis ecc. Tutte queste cose le teneva la maestra e le distribuiva a chi aveva il sussidio via via che le consumava.