intervista a  Luana Ceccarelli nata il   23/9/1936

 

nel 1945 aveva 19 anni viveva a  Colle Valdelsa

 

A proposito della seconda guerra mondiale, ricordo che una notte si sentì tanto rumore di aeroplani e dopo vennero sganciate delle bombe e allora un adulto disse di andare nel rifugio che era una stalla grande dove ci stavano un centinaio di persone; lì ci restammo tre giorni e gli adulti andavano a prendere pane, biscotti e acqua, solo quando sentivano che era tutto calmo.
Io ero sfollata dalla mia zia che viveva a Colle Valdensa, e che aveva i polli, i conigli e l’orto con le verdure.
Per giocare, ci ritrovavamo tutti i bambini in una scuola chiusa; giocavamo alle bambole con i sassolini e con le palline di panno.
Mi ricordo un episodio quando entrò un tedesco, con il fucile puntato, che cercava un americano, e credeva che si fosse nascosto lì.
I tedeschi mi facevano paura perché urlavano e perché avevano sempre il fucile puntato.
Gli americani, invece, erano quelli che ci portavano le cioccolate e le caramelle. In particolare, un americano, mi aveva presa in simpatia, e mi diceva che gli ricordavo la sua bambina.
Per quanto riguarda episodi di maltrattamenti, ho saputo di soldati che prendevano le donne e scappavano.