| intervista a Teresina Morandi | nata nel 1916 | ||
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nel 1945 aveva 29 anni | viveva a Cancelli | |
Della guerra mi ricordo che avevamo tanta paura, specialmente quando sentivamo
sparare e quando passavano gli aerei.
Mi ricordo, quando mio marito Franco, fu preso dai tedeschi mentre stava
andando a macinare la farina per fare il pane, lungo il Borro a Cancelli.
Fu costretto a scavare le buche in mezzo alla strada, le quali servivano per
Metterci le mine che sarebbero scoppiate al passaggio degli americani.
Franco per scappare inventò che doveva tornare a casa, per prendersi le
Scarpe ed altre cose che gli sarebbero servite. I tedeschi lo lasciarono andare
e
Franco scappò.
La giornata la trascorrevamo per la maggior tempo in casa, non uscivamo per
paura di essere presi dai tedeschi e di essere uccisi.
Mangiavamo polenta, fagioli, patate e prodotti che riuscivamo a trovare nei
campi. Il pane veniva distribuito a tessera e non poteva essere ripreso più di
una volta al giorno.
Non facevamo festa a causa della guerra, ma quando la sera ci si riuniva a
mangiare quel poco che c’era, quella si poteva definire una "festa".
I luoghi di ritrovo erano: in casa e specialmente nei rifugi sotterranei dove ci
trovavamo ogni volta che suonavano le sirene avvisandoci del pericolo.
Quando iniziavano i bombardamenti correvamo verso il rifugio più vicino,
che si trovava sotto la chiesa di Cancelli, era la cantina della chiesa,
sistemata
a rifugio con pagliericci per dormire.
Mi ricordo che durante un bombardamento, una bomba colpì in pieno una
casa, proprio nella piazza vicino alla chiesa, noi che eravamo nel rifugio
sentimmo un forte boato, fu una fortuna che la bomba non scoppiò sopra di
noi .
Per sapere le notizie, dovevamo uscire di casa o dai rifugi per cercare
qualcuno ed informarsi sull’arrivo degli Americani o sugli sviluppi della
guerra .
Il fratello di mio marito che spesso andava fuori per sapere notizie, fu ferito
alla mano da una scheggia .
Dei tedeschi mi ricordo che per un periodo venivano a dormire in casa mia e
noi non potevamo dire niente , ed mi ruppero anche due tazzine da caffè.
Quando arrivarono gli americani ci fu una grande festa, perché i tedeschi
si ritirarono e perché i soldati americani distribuivano carne in scatola,
cioccolato e sigarette.
Nel nostro paese no, ma ci sono stati dei casi in paesi vicini, dove le donne
venivano prese dai tedeschi e venivano fatte lavorare come schiave.
Noi vivevamo in un piccolo paesino, eravamo poche famiglie e quindi di
episodi nei quali sono state protagoniste le donne non ne sono a conoscenza .
Io no, anzi quando i tedeschi dormivano in casa mia, io venivo ospitata
insieme a mio figlio Pasqualino da una famiglia che abitava vicino .
Quando poi i tedeschi se ne andarono da casa mia, vuotarono completamente
I cassetti e presero la biancheria, calzini ed anche una sveglia che tenevo sul
Cassettone.
Meleto 4/7/44
La mattina del 4 luglio quattro camion di tedeschi misti con i fascisti
repubblichini accerchiarono la collina di Meleto.
In tutti gli incroci delle strade e nei viottoli dei campi c'erano sentinelle
armate di armi automatiche e mitragliatrici piazzate incominciarono a fare la
rappresaglia paese e nelle campagne
e furono catturati 90 uomini fra i quali il parroco don Fondelli Giovanni nato a
Figline V.no parroco di Meleto che ...****