| intervista a Ada Biondi | nata il 27/10/1919 | ||
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nel 1945 aveva 26 anni | viveva a Campogialli | |
Nel 1940 successe un episodio molto drammatico: furono uccisi 20 uomini perché
erano partigiani e un prete perché li nascondeva . Mia nonna era presente
quando furono catturati e li vide passare davanti casa sua tutti in fila verso
San Giustino; pochi istanti prima che fossero fucilati, uno svenne dalla paura e
si salvò perché lo credettero morto: in quel luogo è stato eretto un
monumento ai caduti .
Mia nonna racconta che nel 1943 mentre stava tornando a casa trovò i tedeschi ,
la fermarono e le ordinarono di sbucciare tantissime patate, altrimenti se si
fosse rifiutata l' avrebbero uccisa. Mia nonna era molto preoccupata per la
figlia , per il suocero che era cieco e per il marito che era in guerra in
Africa, a Addis Abeba.
Quindi era disperata perché era rimasta sola, e quando finì di sbucciare le
patate, i tedeschi la ricompensarono con della carne di vitella.
Un giorno sempre in tempo di guerra, ci fu un bombardamento mentre stavamo
mietendo il grano; lasciai la falce e mi misi a correre per andare a rifugiarmi
in casa.
Trascorrevo le giornate nel rifugio e soprattutto in casa e alcune volte si
andava a raccogliere legna con molta fretta.
A casa si mangiava pane fatto in casa, fagioli, cipolle e alcune volte della
carne di pollo; e alcune volte facevamo festa, come di Pasqua e si mangiava
l'uovo sodo.
I rifugi erano delle gallerie molto lunghe ed erano alte quanto un uomo, e
potevano starci molte persone.
Gli americani portavano da mangiare e medicine per curare.
Mi ricordo che i tedeschi distruggevano le case e bombardavano i ponti per
impedire agli americani di avanzare.
Conosco alcune donne che sono state maltrattate o rimaste vedove e inoltre a
Campogialli hanno aiutato due inglesi.