| intervista a Eleonora Bigi | nata nel 1928 | ||
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nel 1945 aveva 17 anni | viveva a Cetina (Reggello) | |
Della guerra mi ricordo in particolare, quando davano l’allarme ed io insieme
alla famiglia correvo verso il rifugio. Un giorno tornando dal rifugio abbiamo
trovato la casa bombardata e semidistrutta, tutt’intorno i tedeschi avevano
seminato un gran numero di mine, che per fortuna erano visibili e quindi sono
state disinnescate e portate via senza creare ulteriori danni.
Io trascorrevo parte della giornata su una sedia dentro casa con le mani
intrecciate presa dalla paura e dall’ansia.
Mangiavamo quasi sempre pane fatto in casa, patate, fagioli e verdure raccolte
nell’orto davanti a casa.
Non facevo mai festa e non c’erano luoghi dove poterci ritrovare: io abitavo
in una zona in cui le case erano sparse nella campagna quindi non avevamo la
possibilità di spostarci altrimenti ci avrebbero visto e catturati, perciò
ognuno rimaneva nelle proprie case.
Quando c’erano i bombardamenti mi rifugiavo in dei rifugi scavati nelle pareti
di profondi balzi.
Mi ricordo che i tedeschi tentarono di far saltare il ponte lanciando bombe
dall’aereo. Un altro episodio è stato quando un aereo carico di bombe è
stato
colpito da un altro aereo e questo è precipitato vicino a casa mia distruggendo
un’abitazione e uccidendo una famiglia.
Le notizie non le avevo da nessuno, mi ricordo soltanto che quando sentivamo l’allarme
correvamo via da casa verso i rifugi.
Dei tedeschi non ne proprio parlare. Dico solo che erano senza pietà e cattivi.
Gli americani erano per noi coloro che portavano la libertà. Gli inglesi erano
generosi, ci portavano perfino da mangiare.
Non ho mai sentito parlare di maltrattamenti nei confronti di altre donne
Non mi ricordo il giorno ma era nell’anno 1942, un pomeriggio stavo dormendo
insieme a mia cugina, quando mia nonna entrò in camera, terrorizzata,
accompagnata da due tedeschi, che ci volevano maltrattare e portare con loro,
perché pensavano di trovare gli uomini di casa. Infatti appena questi sono
rientrati li hanno prelevati e portati via.
Una sera mentre eravamo nel rifugio sono arrivati due tedeschi che ci hanno
chiesto da mangiare, ma nonostante la paura e il poco cibo che avevamo li
abbiamo sfamati.