intervista a  Silvana Lazzerini nata il   5/7/1933

 

nel 1945 aveva 12 anni viveva a  Traiana (Terranuova B.ni)

 

Abitavo al "Castellare" un piccolo poggio con due case coloniche insieme ad altre tre famiglie. Era una posizione che dominava le colline circostanti. A S. Barbara si trovava il Quartiere Generale tedesco e spesso passavano i caccia e i bombardieri. Noi bambini spesso stavamo ad assistere ai bombardamenti.

La guerra è finita da poche settimane
e il sorriso è tornato sul viso di Silvana.

Nelle case non c'erano più gli uomini, si erano dati alla "macchia". Quando i tedeschi si ritirarono e il fronte era vicino ci nascondevamo in un rifugio trovato nella collina a forma di ferro di cavallo. Il ricordo più vivo della vita nei rifugi è quello dello zucchero pieno di pulci.
Il cibo era insufficiente.
Io tremavo come una foglia quando sentivo le bombe cadere; gli Americani erano vicini: una notte si accorsero che il Castellare bruciava e pensarono che i tedeschi se ne fossero andati. Allora andammo su e ci accorgemmo che avevano bruciato dei corpi sopra la paglia.
Anche dopo alcuni giorni noi bambini, camminando, schiacciavamo delle piccole ossa rimaste dopo che gli adulti avevano portato via i resti più grossi.
Arrivarono gli Americani e rincominciarono i bombardamenti da MELETO: pensavamo che ci fossero sempre i tedeschi.
Quando la nonna mi disse di ritornare al Castellare io non volevo andare, avevo tanta paura, quasi la nonna mi trascinò: trovammo le nostre case come scheletri e le rovine mi fecero tanto effetto. Ho visto il mio vicino di casa cadere in ginocchio, urlare e imprecare.
Mi ricordo anche di aver avuto paura dei partigiani perché vicini c'erano anche i comandi tedeschi.Una notte li ho sentiti buttare giù i pali della luce. Solo dopo che la guerra era finita, ho scoperto che al Castellare avevano portato un partigiano ferito: lo avevano nascosto dentro un pagliaio e lì fu curato e guarito.
Per quanto riguarda i tedeschi mi ricordo che furono abbastanza umani nei confronti dei civili. Il mio babbo e il mio fratello furono presi per scavare le trincee e poi furono ricompensati con dei regali come delle coperte.
Un'altra volta furono presi a S. Giovanni, tenuti una notte intera con le braccia al muro e poi liberati perché furono riconosciuti da un tedesco di S. Barbara.
Un'altra cosa brutta che io mi ricordo invece era quando i tedeschi rubavano nelle case e noi avevamo sotterrato il baule. Devo dire però che anche alcuni italiani in quel momento se ne approfittarono e rubarono.
Nei paesi vicini furono uccisi subito dopo la guerra anche molti fascisti e in modo brutale. Ancora resta viva in me la paura tanto che evito persino di guardare film di guerra e quando sento il sibilo delle bombe ripenso a come tremavo e come battevo i denti e … cambio canale.