intervista a  Romana Sorelli nata il   22/2/1939

 

nel 1945 aveva 6 anni viveva a  Figline Valdarno

 

Quando è iniziata la seconda guerra mondiale io avevo cinque anni: mi ricordo che avevo molta paura degli aerei.
Mi ricordo che una volta ero in casa con mio padre, mia madre ed i miei zii. Iniziarono a bombardare, allora io con i miei genitori andammo a rifugiarci al di là del nostro campo.
Ad un certo punto sentii un gran boato: dovevano bombardare la ferrovia, invece ci bombardarono la casa dove c’era mio zio e mia zia.
Io, essendo piccola, mi ritrovai a 50 metri da mia madre e mi ricordo che un grande buio ed un grande orrore si espandeva in quel momento.
La maggior parte del tempo io lo trascorrevo con i miei genitori nel rifugio o nei campi.
Noi mangiavamo quel che ogni famiglia produceva: frutta, pasta, pane fatto in casa, latte e, quando si uccideva il maiale, si mangiava anche la carne.
Non si faceva festa perché se no i tedeschi ci sentivano.
Ci si nascondeva in un rifugio verso Faella. Era un buco in una montagna dove ci stavano 3 o 4 famiglie.
Mi ricordo che una volta una signora aveva portato la pasta fatta in casa. Io la volevo mangiare subito, anche se era cruda, ma mia madre non voleva.
Allora mi misi a piangere e purtroppo ci sentirono i tedeschi.
Ci trovarono e presero mio padre, un ragazzo di 20 anni ed una ragazza.
Mio padre fu rimandato a casa perché era zoppo; il giovane fu ucciso in uno stalletto dei maiali e la ragazza, Bianca Pampaloni, fu seviziata nel letto di mia zia da un tedesco.
Le poche notizie che avevamo ce le forniva mio padre che aveva un banco di latte in piazza e da lì sentiva tutte le notizie.
I tedeschi erano molto cattivi.
Gli americani ci portavano la cioccolata e ci aiutavano in molte cose.
Conosco episodi che riguardano le donne; per esempio una ragazza che viveva accanto a casa mia fu seviziata e mi è stato raccontato che anche le sorelle di mio marito venivano picchiate dai tedeschi.
Mi ricordo una volta che una spia americana fu presa dai tedeschi e spogliata in piazza, davanti a tutti.
Noi abbiamo dato rifugio ad un ricercato. Mio padre lo mise nel fienile e nessuno lo trovò.