| intervista a Giovanna Baldinii | nata nel 1947 | ||
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nel 1945 non era ancora nata | viveva a Terranuova Bracciolini | |
Non l 'ho mai vista la guerra perché non ero ancora nata, ma me l' ha
raccontata la gente che l' ha vista e l' ha fatta.
Mi raccontavano che quando c'erano i bombardamenti la gente si nascondeva nei
rifugi nei boschi.
Quando le giornate erano tranquille e non c'erano bombardamenti la gente andava
nei campi a battere il grano e dopo andavano al mulino a macinare, con la farina
facevano il pane per sé e per i tedeschi.
Il mangiare si procurava dalla terra ( fagioli, ceci, patate, ecc. ) la carne si
mangiava una volta alla settimana se andava bene sennò non si mangiava.
Anche se c'era la guerra si festeggiavano sempre le feste, la domenica si andava
a messa se non c'erano i bombardamenti, le feste si trascorrevano a casa, a
Natale se si era fortunati si mangiava un po' di carne di maiale o bistecca.
Per la Befana si faceva la fantoccia o l'asino di pasta dolce.
I rifugi erano nei boschi in delle grotte fatte da loro e il mangiare glielo
portavano i di nascosto perché se li scoprivano e riuscivano in qualche modo a
trovare il rifugio prendevano i giovani e li portavano nei campi di
concentramento e uccidevano i vecchi e quelli che aiutavano i rifugiati.
I miei genitori avevano il comando dei tedeschi in casa sua e riuscivano ogni
tanto a sentire qualcosa e lo dicevano ai rifugiati.
I tedeschi non erano tutti uguali, quasi tutti erano prepotenti, ma alcuni non
erano cattivi.Gli Americani erano buoni e davano la cioccolata ai bambini,
passavano e andavano via.