intervista a  Giuseppina Marziali nata il   30/7/1925

 

nel 1945 aveva 20 anni viveva a  Figline Valdarno

 

Ricordo molte cose della guerra; la tristezza, la paura ma soprattutto i bombardamenti e i rastrellamenti dei fascisti.
Una volta mentre stavo nel rifugio arrivarono due tedeschi sbandati, affamati che urlavano: "Mamma, mamma".Volevano essere nascosti; dicevano che non ce la facevano a proseguire oltre; non riuscivano più a vedere tutti quei morti, non sopportavano più la tragedia.Allora i miei genitori li accolsero e li ospitarono nella nostra cantina, li vestirono da borghesi così che non fossero stati riconosciuti da i loro capi.Dopo 15 giorni passò il fronte e la mia famiglia volle presentare i due soldati agli americani che li accolsero volentieri.
Molte volte mi riaffiora alla mente un altro fatto che è successo quando io e la mia famiglia eravamo nel rifugio.Era l’ora del pranzo quando sentimmo dei rumori da fuori: sembravano urli. Subito accorremmo fuori e vedemmo una donna distesa che urlava e piangeva.Avvicinandoci ci accorgemmo che stava partorendo, così l’accompagnammo all’ospedale con un carretto. Partorì una bambina; ci ringraziò molto per quello che avevamo fatto. Ci raccontò che aveva fatto 10 Km a piedi e senza il nostro aiuto ne avrebbe dovuti fare altrettanti.
Vi è un altro episodio che ricordo bene.Vicino a Figline sparì un tedesco, non si seppe più che fine avesse fatto. I tedeschi fecero il rastrellamento e chiusero tutti in una chiesa, senza risparmiare né donne né bambini; le donne furono violentate, specialmente le più giovani.Dopo pochi giorni, furono rilasciati tutti Molte voci giravano sul loro destino, ma io non riuscii mai a sapere la verità.