intervista a  Rosa Agnelli nata il   21/4/1916

 

nel 1945 aveva 29 anni viveva a  Valdarno fondovalle

 

Della guerra mi ricordo tante cose, ma la cosa che mi ha colpito di più sono i bombardamenti.
Di episodi particolari ne ricordo uno. Una mattina si presentarono a noi i tedeschi, entrarono in casa e ci chiesero la farina e l’olio. Li accompagnammo fuori e presero le uova e le galline.
La giornata si trascorreva a lavorare nei campi come di solito, ma con tanta paura.
Si mangiava molto poco: pane e acqua. Il pane si prendeva con la tessera, dove era scritto quanti eravamo in famiglia.
Facevamo un po’ di festa la domenica: si andava in chiesa e ci riposavamo, se i bombardamenti lo permettevano.
Non avevamo luoghi di ritrovo particolari: ci ritrovavamo in cucina a parlare.
Quando arrivavano i bombardamenti, ci rifugiavamo in una grotta sotterranea. Una volta, in estate, sentimmo dai campi un boato perché una bomba era caduta sul ponte della ferrovia.
Non arrivavano notizie , ma andavamo dagli stregoni a chiedere del marito....Alla fine della guerra giunsero notizie da parte della Croce rossa.
Dei tedeschi mi ricordo delle loro armi e la loro aggressività. Degli americani che, da quando c’erano loro, ci sentivamo tranquilli.