| intervista a Filomena Polcari | nata nel 1935? | ||
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nel 1945 aveva 10 anni? | viveva in Italia Meridionale | |
intervista raccolta da Antonio Via
Ricordo che bombardavano, la gente piangeva, le mamme piangevano i figli in guerra. Anche il nonno era in guerra ed è stato ferito in Albania. Ha parso il braccio.
Le donne si adattavano a lavorare, perché lavori non ce n'erano. Non bastavano i soldi, c'era fame e miseria. S'è patito la fame, si comprava qualcosa a contrabbando.
La giornata si trascorreva in campagna facendo alcune cose, raccogliendo le patate, le castagne, secondo della stagione. Mangiare se ne trovava poco, in campagna si faceva uso di patate e di parecchia verdura.
Feste poche. Qualcuno faceva qualche festa in casa o si andava da qualche amica a sentire le canzoni alla radio, si ballava oppure qualcuno suonava la fisarmonica.
C'era un ritrovo dove si scappava, in campagna, lasciando
il paese anche di notte.
Ricordo che una notte avevo la febbre a 40, avevo il morbillo e io rimasi sola
in casa mentre i miei scappavano.
Notizie ne arrivavano poche; di un mio zio prigioniero non si ebbero notizie per 7 anni. Si sentiva dire di qualcuno che era morto o ferito o prigioniero da voci delle persone.
Quando arrivarono gli americani qualcuno ne parlava bene;
i più cattivi erano i tedeschi.
Gli americani salvarono molte persone ed anche paesi, per questo se ne parlava
bene e infatti la pace venne proprio quando arrivarono gli americani.
Qualche donna ha avuto anche qualche bambino da questi americani. Ho sentito dire, anche se ero ragazzina, che acchiappavano qualche donna.
In casa mia abbiamo dato ospitalità, a qualche marocchino ricordo, ed erano cordiali, si interessavano a cosa facevamo poiché si viveva in campagna e volevano sapere ad esempio delle coltivazioni, o di come si preparavano i pomodori ...
Il nostro paese doveva essere bombardato, ma scoppiò un violento temporale e il paese si salvò.