intervista anonima nata il   ?

 

nel 1945 aveva ? anni viveva a  Pietrapiana (Reggello)

 

Una sera del 1944 abitavamo a Pietrapiana. Sentimmo sul retro della casa dei passi , erano i partigiani che volevano venire a nascondersi nella nostra casa per sfuggire ai tedeschi perché avevano ucciso uno di loro e li dovevano fucilare insieme a dei civili, per punizione. 
A quel punto decidemmo di cambiare abitazione perché non eravamo nemmeno noi al sicuro.
Allora ci incamminammo verso una casa più sicura ai piedi della montagna. Arrivati lì, (sperando di essere tutti) ci accorgemmo che mancava la mia sorella più piccola, allora il mio babbo, con altri uomini dovettero tornare a prenderla, rischiando di essere catturati dai tedeschi. Per fortuna, lei dormiva e non si accorse di nulla e poi ritornarono nel nostro nuovo rifugio.

La mattina seguente, la mia mamma dovette andare al forno che era giù nel paese per fare il pane. Al ritorno aveva il pane sulle spalle , però dall’alto della montagna venne avvistata (con i binocoli) dai tedeschi. Cominciarono a mitragliarla e lei cominciò a correre e rientrò nel rifugio sana e salva.

Poco tempo dopo arrivarono i tedeschi che volevano rubare il pane, ma mia mamma lo nascose nella "caverna delle fate" e per non farlo trovare noi bambini ci mettemmo davanti a giocare. 
Invece, tutte le altre provviste e biancheria (corredi e materassi) li nascondemmo in una stanza senza finestre, mentre la porta la murammo e ci mettemmo davanti un mobile.