intervista anonima nata il   ?

 

nel 1945 aveva ? anni viveva a  Boggi (Reggello)

 

8 Settembre 1943

Eravamo stati in pellegrinaggio a Ponticelli e al ritorno quando arrivammo a Boggi il Valdarno era tutto fuochi e festeggiavano così l’8 settembre giorno dell’armistizio, credevamo fosse tutto finito e tutti dicevano con gioia è finita la guerra, è finita la guerra e invece tutto cominciò da lì.

La guerra che prima era lontana da allora era per tutto, tutti i giorni passavano dei soldati sbandati che avevano bisogno di vestiti di alloggio e di nutrirsi, per tornare alle loro famiglie e alle loro case.

Poi cominciarono i bombardamenti e tutte le sere l’urlo delle sirene ci facevano paura, lasciavamo le case per andare nei campi e di lì vedevamo i bengala nel cielo , che illuminavano a giorno la ferrovia, poi cadevano le bombe ed erano uno spettacolo temendo.

L’itinerario era S. Giovanni, Figline, Incisa e Rignano tutto il Valdarno. A Figline c’era una fabbrica chiamata Azoto, a S. Giovanni c’era la Ferriera e così si concentravano tutte le bombe.

Ricordo una mattina di primavera eravamo a raccogliere la legna nel bosco mia cugina ed io, prima sentimmo gli aerei, poi le sirene che suonavano l’allarme, poi il bombardamento. Sulla ferrovia c’era un treno lunghissimo con i vagoni pieni di munizioni e fra le bombe che cadevano e i vagoni che esplodevano era un inferno.

Ho veduto la ferrovia dopo la guerra e le verghe della strada ferrata erano tutte attorcigliate come fossero state corde o salci. Anche a Cascia caddero le bombe. A Cascia sulla casa della mia nonna e a Reggello sulla casa del dottor Pessino. La sua camera fu centrata in pieno e lui rimase ferito, lo portarono a Castelfranco dove avevano trasferito l’ospedale Serristori di Figline, ma fu tutto inutile poiché il dottor Pessino perse la vita.

Un pensiero mi viene dal cuore: Non più guerra e anche se uno rimane offeso molto meglio l’umiliazione e il perdono che la guerra.