| intervista a Assuntina V. | nata il 25/3/1920 | ||
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nel 1945 aveva 25 anni | viveva a Firenze | |
Della guerra mi ricordo le cannonate da Badia a Castel di Poggio che iniziarono il 4 agosto e finirono il 4 settembre. Ma anche i getti di bombe sulla ferrovia di Campo di Marte, le trincee scavate nei campi dei miei cugini dai tedeschi e i loro saccheggi alle case; ho ancora in mente la venuta dei tedeschi, australiani e scozzesi e la cacciata tedesca da parte degli americani e degli inglesi.
Mi ricordo in particolare due episodi: il primo fu quando a Firenze i tedeschi fecero saltare alcuni ponti meno che il Ponte Vecchio, in questo modo le persone che vivevano nelle due parti opposte della città non potevano comunicare; il secondo era quotidiano, perché era impossibile fare la spesa visto che le cannonate radevano al suolo le case, quindi per comprare il necessario dovevamo andare dai contadini per rifornirci delle scorte. Gli alimenti che acquistavamo erano carne di pecora o cavallo.
Le giornate trascorrevano in maniera monotona, infatti stavamo in casa ad aspettare che una sirena avvertisse dei bombardamenti, la gente andava nei campi per non essere travolta dalle macerie delle case bombardate ed il cibo ce lo procuravamo di giorno perché i bombardamenti erano molto meno frequenti. Il giorno preferito era la domenica perché facevamo festa, anche se restavamo tutti a casa, infatti non avevamo un luogo di ritrovo.
Molto spesso ascoltavamo le notizie alla radio per sentire che cosa succedeva negli altri posti e se c'era qualcosa di nuovo.
Dei tedeschi mi ricordo che andavano a saccheggiare le case e se c'erano delle persone le portavano con se, poi col tempo (con l'avanzata degli alleati), si ritiravano e cercavano ospitalità in alcune famiglie.
Durante la guerra ho dato ospitalità a tre inglesi e ad uno scozzese.