| intervista anonima | |||
|
|
|||
Mi ricordo che durante la guerra nel cielo luccicavano le
bombe e io e i miei familiari ci rifugiavamo nei rifugi mentre passavano i
tedeschi.
Un giorno non potendo rifugiarmi perché avevo una gamba
malata, successe una cosa che a me sembrò particolare, infatti i tedeschi
entrarono in casa mia, ma contrariamente a quello che pensavo, non mi fecero
nulla limitandosi a farmi dei gesti parlando in tedesco.
Durante la guerra le nostre giornate erano molto movimentate e imprevedibili, infatti succedeva che dovevamo nasconderci più di una volta nei rifugi perché passavano i tedeschi nelle loro perlustrazioni.
I nostri pasti erano consumati molto velocemente e nei momenti più tranquilli andavamo a rifornirci degli alimenti nei rifugi.
Per quello che mi riguarda non avevo mai dei momenti di festa.
I nostri luoghi di lavoro erano principalmente i campi dove raccoglievamo i prodotti che riuscivamo a coltivare.
Quando iniziavano i bombardamenti lasciavamo i luoghi di lavoro o le case scappando verso il bosco dove c’erano i rifugi.
Le poche notizie che ci arrivavano venivano principalmente dai vicini.
Dei tedeschi ricordo che facevano razzia dei nostri animali e disturbavano le giovani donne, quindi avevamo ancora più rabbia nei loro confronti, mentre gli americani erano accettati dalla comunità perché erano i nostri salvatori.
I partigiani si nascondevano nei boschi cercando di eliminare i tedeschi, ma tuttavia, spesso, venivano catturati e impiccati.
Nei confronti delle donne i nemici erano quasi sempre molto duri infatti, queste venivano violentate o maltrattate, mentre nei confronti degli uomini adottavano dei sistemi ancora più duri; venivano obbligati a scavare delle fosse nelle quali poi sarebbero stati gettati loro stessi. Per fortuna, a me personalmente, non sono mai capitati episodi di maltrattamenti fisici, ma solo verbali.
Mi ricordo che in casa mia, abbiamo ospitato una persona che
era inseguita dai tedeschi. Gli abbiamo dato dei vestiti puliti e del mangiare.
Un’altra volta ospitammo due uomini arrivati a cavallo i
quali ci raccontarono di essere fuggiti dai tedeschi perché questi li avevano
catturati e poi costretti a combattere a loro fianco.