10 / Illustri villeggianti

 

La bellezza dei luoghi e dei richiami religiosi hanno fatto affluire da sempre numerose persone nella foresta di Vallombrosa, fra queste molti artisti affascinati dal luogo hanno lasciato una traccia del loro soggiorno e della loro presenza.

Alcune di queste testimonianze hanno avuto grande fortuna; fu proprio a Vallombrosa che John Milton dedicò alcuni versi del suo Paradise Lost (Paradiso Perduto):

... Stood and call’d
His Legions, Angel from, who lay intras’t
Thick as Autumnal Leaves that strow the Brooks
in Vallombrosa, where th’Etrurian shades
High overarch’timbow’r ...

... Si fermò chiamando le sue legioni, quelle forme d’angelo che giacevano là stupefatte, fitte come le foglie dell’Autunno che in Vallombrosa ricopre i ruscelli dove le ombre etrusche si addensano in archi solenni ...
(trad. di R. Sanesi)

Milton soggiornò al Paradisino, l’edificio che domina dall’alto l’Abbazia e che oggi ospita il Centro Didattico dell’Università di Firenze, Corso di Laurea in Scienze Forestali.

Anche molti artisti del Romanticismo si lasciarono ispirare dal paesaggio e dall’atmosfera vallombrosana, ma fu soprattutto verso la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento che iniziò il turismo vero e proprio, grazie anche alla costruzione della ferrovia a cremagliera.

Nell’estate del 1898 Gabriele D’Annunzio descriveva il paesaggio ammirandolo dal balcone panoramico del Saltino:

Tutta la valle ondulata nella sua corona di monti cerulei ha un’apparenza magica, ha il carattere d’una visione mistica. Un vapore tenue vi si diffonde e le ombre delle nubi vi divengono indicibilmente molli. 
Le case bianche, le città lontane, le strade tortuose formano una specie di sogno luminoso. Il ciglio del poggio più vicino è reale, esistente, nettamente disegnato; ma tutto il resto, a contrasto, è irreale, inesistente, magico.

Anche il giovane Scipio Slataper raccontava nella sua opera Il mio Carso, del 1912, la difficile salita dal Saltino al Monte Secchieta coperto di neve, alla ricerca di paesaggi dove fuggire e ritrovare se stessi.

Dove sono i giovani italiani?
Aspettano che si bandiscano domenicate invernali con schi, pattini e signorine.

Vallombrosa è infatti diventata una località turistica alla moda, in cui si gioca a tennis, si pratica lo sci. Ma il miraggio di una Cortina toscana non durerà: Vallombrosa tornerà il luogo dei silenzi, rotti soltanto da qualche gitante domenicale e dalle automobili nelle calde giornate d’Agosto.

Ardimentosi sciatori di fronte al Grand Hotel, per una foto in posa, in attesa della neve.
Vallombrosa e la sua montagna sono sempre state un rebus per gli sciatori. Improvvise e abbondanti nevicate sono spesso seguite da piogge e venti meridionali che puliscono le montagne dalla neve. 
La vicinanza del mare, l'esposizione a Sud e l'altitudine non elevatissima impediscono al Pratomagno un innevamento costante e, ormai, gli inverni sempre più miti stanno rendendo evidente l'ìmpraticabilità di questo sport.

 

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