Fascismo e propaganda
Il regime comprese
subito la grande importanza della radio, che iniziò la sua attività il 6
ottobre 1924 con il nome di Unione Radiofonica Italiana (Uri) per poi
diventare nel 1927 Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (Eiar). A partire
dal 1929 la radio assunse un ruolo di primo piano come mezzo di
comunicazione di massa al servizio del fascismo, inframezzando a
trasmissioni ricreative la diffusione di radiocronache in diretta delle
grandi manifestazioni politiche, dei discorsi del Duce, delle Cronache del
regime e del Commento dei fatti del giorno. Particolari trasmissioni
(Radio Gil, Radio Famiglia, Radio Sociale) erano realizzate sotto il
diretto controllo del partito fascista. La radio viene diffusa presso
tutti gli enti pubblici, le scuole cittadine e rurali, i circoli
ricreativi e le associazioni per garantire l’ascolto delle trasmissioni a
tutti gli strati sociali.
Le ore di trasmissione erano di solito distribuite fra le otto di sera e
la mezzanotte; ma i programmi più ricchi e completi erano quelli dei fine
settimana, quando si supponeva che i lavoratori avessero maggior tempo
libero; nei giorni feriali i notiziari e i programmi politici erano
trasmessi la mattina presto e venivano ripetuti la sera.
Schema dei programmi radiofonici settimanali degli anni ’30 :
1. programmi musicali : (50%)
· musica operistica e da camera
· concerti
· musica da ballo e canzoni
· musica religiosa
2. programmi di interesse politico : (22%)
· notiziari generali
· conferenze
· annunzi speciali
· bollettini sulle attività delle organizzazioni del dopolavoro
· consigli tecnici agli agricoltori
· notiziari sportivi
3. programmi per bambini, sport, pubblicità: (10%)
4. il restante 18% era riservato a :
· avvenimenti speciali
· bollettini meteorologici
· drammi o commedie
“Radio Balilla” 1935
con lievi varianti fu prodotto da diverse case costruttrici
Costituisce il semplice ricevitore popolare del periodo fascista