Lunga vita alla radio

Intervista a Renzo Arbore

Da un’intervista che Renzo Arbore ha rilasciato qualche tempo fa al Corriere della Sera vogliamo sottolineare alcuni passaggi importanti delle sue dichiarazioni in merito alla radio da lui definita “sublimazione della fantasia: mentre l’ascolti, ti immagini un mondo”.
<<Le radio, zitte zitte, sono diventate private, crescendo e moltiplicandosi e, al tempo stesso, sono diventate tematiche.
Così Radiouno è oggi il canale “all news”, Radiomaria è il canale cattolico, Radio deejay è la voce dei teenagers, su Radiocuore vibra la corda della nostalgia. Così ognuno può scegliere la sua radio, una preziosa amica che ti tiene compagnia.
Oggi abbiamo le radio piccole, paesane, che parlano delle realtà locali, e sono palestre di nuovi presentatori: per esempio la Gialappa’s viene da radio popolare, Fiorello da radio Deejay.
La fruizione della radio non è totalizzante, la si ascolta mentre si fa altro: lavorare, studiare, disegnare, mangiare. La radio è un po’ come il teatro rispetto al cinema: si dava per spacciata la prosa, e invece sta vivendo stagioni prospere. La radio è moderna anche per un altro aspetto:non è schiava, come la tv, dell’indice d’ascolto e fa compagnia molto più dei sofisticatissimi impianti stereo>>.

“Super 5”
1938 Savigliano