Divi dei primi 20 anni della
radio Italiana
I programmi radiofonici, seguiti da un sempre maggior numero di
persone, contribuirono a rendere popolare lo spettacolo e, di conseguenza,
a donare notorietà nazionale ai vari attori ed autori.
Alcuni personaggi dello spettacolo, fino a quel momento poco noti,
legarono il proprio nome e la propria voce ad alcuni exploits radiofonici
che aprirono loro lunghe e fortunate carriere. Ricordiamo, ad esempio, il
cronista sportivo Niccolò Carosio o l’inviato speciale Vittorio Veltroni.
Il pubblico cominciò ad amare queste nuove voci con le quali sembrava
possibile instaurare un rapporto diretto, personale. L’abitudine
all’ascolto quotidiano della voce degli annunciatori e delle annunciatrici
provocò, negli ascoltatori, il desiderio di conoscere i loro volti, la
loro vita privata, le loro storie.
Ben presto verso questi “beniamini” del pubblico radiofonico si indirizzò
un incredibile flusso di corrispondenze che andava dai “complimenti per la
trasmissione” alle profferte d’amore,dai consigli per migliorare la
trasmissione agli insulti. Ma la domanda più frequente, posta nelle
lettere, era di conoscere i tratti fisici di ognuno dei personaggi
ascoltati via etere e sognati ad occhi chiusi. Era un vero e proprio
bisogno di confrontare l’immagine fantastica che ognuno si era creato
dentro di sé con quella reale del protagonista, ormai divenuto “amico
fidato”. I programmi di musica leggera costituivano uno dei generi più
apprezzati e più trasmessi. Fenomeni di vero e proprio fanatismo toccarono
Alberto Rabagliati, Otello Beccaccini, il Trio Lescano, Ernesto Bonino,
Natalino Otto, il Quartetto Cetra. La crescente popolarità di questi nuovi
personaggi produsse un nuovo genere di pubblicazioni: i canzonieri che
diffondevano i testi delle canzoni più in voga. I canzonieri, inoltre,
offrirono notizie e informazioni sulla vita e sui percorsi professionali
dei vari artisti.
Venne inaugurato anche un programma di successo: “L’ora del dilettante”,
ideato sul modello di una radio francese, per offrire una magica occasione
a chiunque avesse voluto partecipare. Le performances dei dilettanti,
spesso bersagliati dai fischi del pubblico, diventavano motivo di
spettacolo e tale formula venne ripresa nel dopoguerra da Nunzio Filogamo
col “Microfono è vostro”e, negli anni 60’, da Corrado con “La Corrida”
(ora riproposta in tv).
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