Sempre sintonizzata sulla storia
d'Italia
Riassumiamo qui un
intervento di Michele Sorice, professore di Storia della radio
all'Università "LA SAPIENZA " di Roma.
La "telegrafia senza fili" nasce per l'esigenze di trasmissione della
navigazione. Nello stesso anno del disastro del Titanic, il 1912, Raymond
Braillard propone a una stazione belga di diffondere messaggi verso
destinatari sconosciuti: il brodcasting, una tecnica di trasmissioni che
avviene da una fonte emittente verso una pluralità di destinatari.
Nel 1920 un ingegnere della Westinghouse, Frank Conrad , inizia a
trasmettere da Pittsburgh nel giorno delle elezioni presidenziali (il 2
novembre)per soddisfare un esigenza d'informazione. L'anno seguente, dalla
Torre Eiffel, iniziarono anche le trasmissioni regolari della prima radio
Europea. Dal quel momento possiamo parlare di radio, di una trasmissione
di notizie e musica per un pubblico che si avviava a diventare di massa.
Due modelli di radiofonia
Nei primi anni 20 nascono tante stazioni emittenti; solo nel 1922,per
esempio, negli USA esse passarono da 5 a 450 e a Chicago si ebbe anche la
prima radio dedicata solo alla musica.
Negli USA singoli imprenditori, cittadini, gruppi sociali potevano
impiantare stazione emittenti .
In Europa, invece si impose un modello diverso, fondato prevalentemente
sulla presenza dello stato che giunse alla costituzione di radio da esso
controllate.
In Italia la radio inizia le sue trasmissioni regolari il 6 Ottobre 1924 e
la società che gestisce le trasmissioni, la URI - Unione Radiofonica
Italiana, nasce dalla fusione fra la Radiofono , una società del gruppo
Marconi, e la Sirac (Società Italiana Radio Audizioni Circolari),
un'azienda che produceva apparecchi radiofonici.
Nel 1926 venne fondata la Sipra col preciso intento di usare il veicolo
pubblicitario per le casse della radio che, comunque, godeva anche di un
canone di abbonamento (la "licenza") di 90 lire poi salito, dopo 2 anni, a
105 lire.
Propaganda a caro prezzo
All'interesse del pubblico non fece riscontro un vero successo popolare
del nuovo mezzo, per le seguenti cause: modesta potenza delle stazioni
emittenti, costo eccessivo degli apparecchi, abbonamento troppo costoso,
scarsità di energia elettrica in molte aree del Paese. Nel 1927, quando il
regime fascista riorganizzò il sistema radiofonico nazionale l'Uri si
trasformò in Eiar
(ente italiano per le audizioni radiofoniche) con ingresso - accanto alla
Sirac e al gruppo Marconi -della Fiat, della Marelli, della
Allocchio-Bacchini, della Siae , della Mondadori e di diversi gruppi
industriali minori. La nuova società ottenne dal Governo fascista una
concessione di monopolio però la presenza di una dittatura in Italia non
garantiva nulla circa la pluralità dei contenuti della radio nazionale.
All'inizio, tuttavia, la radio conservò una certa autonomia; nel 1927, per
esempio, il 70% delle trasmissioni sono di musica mentre ai notiziari è
riservato il 12% del tempo e il 7% è dedicato ai bambini .
L'EIAR, come la BBC e molte altre radio Europee, puntava a dare al
pubblico non tanto ciò che questi voleva ma ciò di cui "aveva bisogno".
In tale progetto si possono inserire i radiogiornali (in onda con
regolarità dal 1930), ma la vera grande operazione educativa attraverso la
radio è rappresentata dalla nascita nel 1933, dell'Ente Radio rurale che
aveva come missione quella di avvicinare all'ascolto radiofonico le realtà
delle radio. Fra il 1934 e il 1938 vengono dislocati apparecchi nelle
scuole e nelle organizzazioni istituzionali e del partito fascista: le
radio "pubbliche" salirono da 4123 a 40363. Il principale ostacolo alla
penetrazione popolare dell'apparecchio era ancora rappresentato dal suo
costo.
Nel 1937 venne messa in vendita a 430 £ la Radiobalilla.ma anche il suo
costo non era certo popolare e lo stesso vale per l'apparecchio realizzato
nel 1940 (Radio Roma ), che almeno funzionava meglio. Nel 1931 nasce la
Radio Vaticana (una radio "estera" e quindi libera dalla dittatura
fascista). In quel panorama fecero la comparsa anche i primi grandi
successi di pubblico. E' il caso dalla celebre trasmissione del 1936, i
tre moschettieri, a cui fu abbinato un concorso sponsorizzato dalla
Perugina, e da Buitoni consistente in una raccolta di figurine. Lo scoppio
della guerra portò la radio ad avere le logiche di dominio politico del
fascismo e una funzione totalmente propagandistica.
Verso la libertà
Caduto il fascismo e conclusa la guerra la "liberata" EIAR cambia nome e
diventa RAI (26/10/44)
Venerdì 4 Gennaio 1946, alle 20.40, la radio trasmette Botta e risposta: è
il primo Radioquiz della storia d'Italia e di fatto inaugura un nuovo modo
di fare radio. Vengono sperimentate nuove formule espressive e la
programmazione si organizza lungo i tre assi: informare, educare,
divertire.
Il 3 Gennaio 1954 iniziano le trasmissioni regolari della televisione e la
radio a metà degli anni 60' sembra avviata a svolgere un ruolo secondario
nei confronti della Tv, eppure proprio dalla radio giungono delle proposte
più innovative sia sul piano musicale, sia nella scelta di un target di
riferimento(i giovani):1965 Bandiera Gialla, l'anno successivo Disk-jockey
e Gran varietà; nel 1967 la Hit Parade e Il gambero, un radio quiz di
eccezionale successo; questi sono alcuni esempi della vivacità della radio
italiana che raggiunge il suo culmine con il linguaggio straniante e
originale di Alto Gradimento nel 1970.
La stagione dei "cento fiori"
La società italiana sta cambiando e i fermenti sociali e politici che la
attraversano giungono fino alla richiesta di un maggiore protagonismo
collettivo. La radio grazie alla sua relativa "facilità" d'uso e ai costi
più contenuti diventa la protagonista delle prime esperienze"alternative".
Le prime radio libere nascono quasi clandestinamente. I protagonisti
ricercano la possibilità di aprire nuovi spazi di libertà d'espressione.
Radio Sicilia Libera verrà spenta per intervento delle forze dell'ordine.
Nel frattempo esperienze simili si hanno anche in Gran Bretagna dove
fioriscono le cosiddette "radio pirata" che trasmettevano da barconi al
largo delle coste britanniche.
Restando in Italia, con Radio Milano International si è soliti far
iniziare la cosiddetta stagione "dei cento fiori" un'espressione che
individua le tante coloriture non solo ideologiche ma anche relative alla
programmazione delle nuove radio libere. Il rapido successo di tali radio
è determinato da un forte consenso sociale, da una programmazione che
ottiene un riconoscimento di un pubblico più ampio e socialmente
diversificato, dallo sviluppo degli investimenti pubblicitari che
consentono la nascita di un mercato prima inesistente accessibile anche a
operatori medio-piccoli. E' significativo che già nel 1977 gli
investimenti pubblicitari locali rappresentino quasi un terzo del
fatturato del settore radiofonico. Quell'anno le stazioni radiofoniche
sono quasi mille.
L'invasione dei soggetti privati
Come già per le radio pirata in Gran Bretagna, anche in Italia le radio
libere contribuirono al successo delle emittenti. Nel nostro Paese un
fenomeno importantissimo di quegli anni è quello della radio "di
movimento", stazioni legate ad gruppi politici antagonisti che
introdussero spesso innovazione nei linguaggi e negli usi della radio. Le
radio di movimento si ridussero presto di numero e di peso ( complici le
difficoltà economiche) mentre si affermarono quelle radio che avevano
nella musica la linea principale della loro programmazione. Non è un caso
che l'adozione del clock (cioè di una scansione oraria dei contenuti
attraverso un meccanismo di "rotazione") abbia costituito un elemento di
successo proprio per le stazioni commerciali che avevano nella musica
l'asse della propria programmazione.
Radio Westinghouse 1960